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La pace di Vestfalia e la fine delle guerre di religione

La pace di Vestfalia, che pose fine alla guerra dei trent’anni, comprendeva un complessi di trattati che furono sottoscritti nell’ottobre 1648 nelle due città di Münster e Osnabrück, in Vestfalia.
La pace segnò il definitivo crollo del progetto politico e religioso asburgico e la fine delle guerre di religione. Sotto il profilo religioso l’imperatore dovette rinunciare al sogno di una Germania tutta cattolica: la pace di Vestfalia riconobbe, anzi, apertamente, accanto alle confessioni cattolica e luterana (già riconosciute dalla pace di Augusta del 1555), l’esistenza di una terza confessione, la calvinista.
Queste decisioni consentivano la convivenza delle confessioni, ma non significavano che la libertà religiosa fosse riconosciuta pubblicamente. La religione pubblica dei singoli Stati rimaneva infatti quella stabilita del principe entro il 1624 (ma per il Palatinato si fissò il 1618), mentre ai sudditi di altra confessione era concesso di praticare privatamente i propri culti. Si trattava certamente di uno svuotamento del principio del cuius regio eius religio anche se il nuovo regime non si applicò nei territori ereditari degli Asburgo. L’imperatore rinunciò infine a rivendicare le proprietà confiscate dai protestanti ai cattolici dopo il 1552 (anno fissato dall’editto di restituzione) e accettò lo spostamento di tale limite al 1624.

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