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Pace di Utrecht - Le conseguenze

La Pace di Utrecht viene stipulata tra le potenze europee nel 1713, e pone fine alla guerra di successione spagnola, che ha avuto inizio nel 1700.
In base agli accordi di questa pace, Filippo d’Angiò – nipote di Luigi XIV - sale al trono di Spagna, a patto che non cerchi di creare un blocco con la Francia.
La Spagna è però costretta a cedere all’Austria i Paesi Bassi e l’Italia.

E’ inseguito a questa pace che accadono in Europa vicende apparentemente di secondo piano, ma destinate invece ad assumere una grande importanza in futuro.

Federico Guglielmo di Hohenzollern, grande elettore del Brandeburgo, diventa re di Prussia, titolo questo conferito già a suo padre dall’imperatore d’Austria, all’inizio della guerra. Comincia così l’ascesa di una delle maggiori dinastie europee del Settecento e dell’Ottocento.

Poiché Federico è il primo re europeo ad indossare la divisa militare nelle occasioni ufficiali, si guadagna ben presto il soprannome di “re sergente”.
Egli riorganizza l’esercito mediante una dura, nuova selezione degli ufficiali, ed istituisce la leva obbligatoria. Inoltre a Berlino istituisce un direttorio generale, una specie di gran consiglio dei ministri del re, esempio per tutta Europa.

In Italia Vittorio Amedeo II, ottenuto il titolo regio, ottiene anche la Sicilia, mentre gli altri possedimenti spagnoli passano all’Austria. Ha quindi fine il dominio spagnolo in Italia.
Negli anni successivi il re spagnolo Filippo - sotto iniziativa del suo consigliere, il cardinale Alberoni - tenterà di riottenere la Sicilia e la Sardegna, ma questo tentativo fallirà grazie all’intervento dell’Inghilterra.
Questo episodio ha però dimostrato l’incapacità da parte dei piemontesi di controllare la lontana Sicilia: nel 1718 Vittorio Amedeo la scambia con la Sardegna, sancendo il tutto con la pace dell’Aja. La Sicilia diventa quindi un possedimento austriaco.

Nel frattempo, nel 1715, è morto Luigi XIV di Francia, lasciando uno stato in gravi difficoltà finanziarie e sociali.
Per alcuni anni lo sostituisce Filippo d’Orleans, sotto il quale la Francia dichiara la bancarotta a causa dell’impossibilità di pagare il suo debito pubblico.
Sebbene questa nazione avrà sempre una grande importanza nelle vicende europee, la è in questo periodo che la Francia si avvia verso un lento declino, da cui si risolleverà solo alla fine del secolo, in seguito a profonde trasformazioni rivoluzionarie.

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