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La pace di Cateau-Cambresis

Ferdinando I firmò la pace con la Francia perché l’Impero non aveva più la necessità di espandersi sul suolo europeo, mentre occorreva invece difendersi dai turchi che col passare del tempo si facevano sempre più minacciosi nei loro assalti; invece Filippo II decise di continuare la guerra con Enrico II che durò fino al 1559, anno della pace di Cateau-Cambresis, che sancì la pace tra la Francia e gli Asburgo. La pace giunse dopo una vittoria dell’esercito spagnolo, che indusse il sovrano francese, esasperato dalla sconfitta, alla richiesta dell'armistizio. Infatti i francesi avevano invaso il Ducato di Savoia per annetterlo ai propri territori e il duca era fuggito per chiedere aiuto alla Spagna. Così nel 1557, nella battaglia di San Quintino (in Belgio), il duca di Savoia Emanuele Filiberto I, alla guida dell’esercito spagnolo, si riappropriò dei propri domini originari, sconfiggendo l’esercito francese e conquistando una notevole fama agli occhi del re spagnolo. Con la pace di Cateau-Cambresis la Francia rinunciava definitivamente a impossessarsi del Belgio, dell’Olanda e della Lombardia che diventavano territori a tutti gli effetti sotto il controllo della corona spagnola, mentre la Francia riuscì a mantenere la Borgogna e le tre città Metz, Toul e Verdun, che ricorreranno poi anche nel corso della prima guerra mondiale, contese tra Francia e Germania, essendo sede delle principali fortezze di frontiera francese. Di fatto, però, tutta l’Italia era direttamente (Lombardia e sud Italia) o indirettamente (Savoia, Toscana, Stato pontificio e Genova) sotto il controllo spagnolo. Nel 1559 morì in modo assurdo il re francese perché, durante i festeggiamenti organizzati in onore della vantaggiosa pace che era appena stata firmata dalla Francia, fu fatalmente colpito ad un occhio da una scheggia di legno.

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