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L'era delle scoperte: nuovi mondi

La caduta dell'impero bizantino:
Il XV secolo fu un periodo di grandi trasformazioni: uno degli eventi più importanti fu la caduta dell'impero bizantino. I veneziani e i genovesi, presenti in territorio bizantino già dal XIII secolo, sottrassero gran parte delle ricchezze a Costantinopli, compreso il monopolio del baco da seta, facendo cadere in miseria Costantinopoli. Su questa città in rovina si abbatterono i turchi ottomani: dopo aver abbattuto il regno di Serbia (1389, Cossovo), il Regno di Bulgaria (1393) e l'Ungheria (1396), quando la caduta di Costantinopoli sembrava ormai vicina, si oppose l'impero di Tamerlano, capo di una tribù mongola turchizzata che si estendeva dall'india al mar nero. Tamerlano sconfisse i turchi nel 1402, ma alla sua morte nel 1405, a causa della disorganizzazione dell'impero, gli ottomani tornarono a minacciare Costantinopoli. L'attuale imperatore bizantino cercò aiuto nell'Occidente sottomettendosi, contro il volere popolare, alla chiesa cattolica nel 1439. L'Europa non attraversava un buon periodo: l'Inghilterra e la Francia erano indebolite dalla guerra centennale, l'Italia e la Germania erano divise e il papa non aveva più l'autorità di una volta. Così l'alleanza non bastò a difendere bisanzio, e nel 1453, sotto il comando di Maometto II, i turchi conquistarono Costantinopoli, massacrandone gli abitanti, e rinominandola in Istanbul. L'impero ottomano determinò uno sbarramento ai commerci veneziani e genovesi, impedendo alle città italiane il movimento nel Mediterraneo, e facendo iniziare così il loro declino. I turchi conquistarono anche la puglia nel 1480.

La navigazione d'alto mare:
Lo sbarramento a Oriente operato dai turchi spinse gli Europei a cercare nuove vie di comunicazione. Pian piano gli stati europei, favoriti dalla posizione geografica aperta verso l'Atlantico, bisognosi di ricchezze che mantenessero l'organizzazione statale, con l'utilizzo delle caravelle portoghesi, navi estremamente maneggevoli e veloci, iniziarono a scoprire l'Oriente, e l'Africa (soprattutto i portoghesi sotto il principe Enrico il Navigatore, 1455).

L'avventura di Cristoforo Colombo:
Cristoforo Colombo (1451-1506), navigatore genovese, fin da giovane (si trasferì in portogallo) elaborò l'idea di raggiungere l'Oriente, navigando verso Occidente. Il suo progetto incontrò forti resistenze da parte della Chiesa, che ritenevano la terra un disco piatto, e dei monarchi, che non erano disposti a investire grossi capitali per un progetto simile. Questo progetto si fondava su presupposti sbagliati: la distanza tra la Spagna e l'Asia fu considerata molto più breve rispetto quella reale, così come non fu considerata l'esistenza di un altro continente, l'America, tra l'Asia e l'Europa. Questo progetto fu così respinto dal Re di Portogallo Giovanni II; Colombo si trasferì così in Spagna e riuscì a far approvare il suo progetto dalla regina Isabella di Castiglia. La prima spedizione, composta da tre Caravelle, la Nina la Pinta e la S.Maria, aveva uno scopo unicamente commerciale. Fu avvistata terra dopo 6 mesi di navigazione: non si trattava della Cina ne del Giappone, ma dell'America. Al ritorno in patria Colombo fu accolto come un eroe e partì subito una seconda spedizione di 17 navi e 1500 uomini: furono esplorate le Antille dove non furono però trovate le ricchezze cercate. La regina rimase molto delusa ma Colombo riuscì con grande fatica a ottenere il comando di una terza spedizione, 1498, di 6 navi che sbarcò a Orinoco, dove furono trovate immense ricchezze. Colombo però, accusato di enormi atrocità subite dagli indigeni, fu incarcerato nel 1500. Liberato grazie alla regina partì di nuovo nel 1502, arrivando in Honduras. Senza fortuna tornò in Spagna nel 1504 e morì dimenticato.

L'era delle scoperte:
La Spagna, al ritorno di Colombo, ottenne dal papa il riconoscimetno dei propri diritti su tutte le terre d'Occidente e firmò con il Portogallo il trattato di Tordesillas che regolava le rispettive sfere d'espansione. Colombo fu seguito da altri navigatori quali Vasco da Gama (1497-98) che doppiò il Capo di Buona Speranza, ultima punta dell'Africa, aprendo la strada della colonizzazione portoghese a Cina e Africa. Nel 1500 un altro portoghese Pedro Cabral scoprì il Brasile, mentre il fiorentino Amerigo Vespucci nel 1502 scoprì che le terre trovate da Colombo non erano le indie ma l'America. Anche i francesi e gli inglesi, con gli italiani Caboto e Verrazzano, rivelarono le coste Americane. Tra il 1519 e il 1520 Ferdinando Magellano superò l'estrema punta meridionale dell'America sbarcando nelle Filippine e tornando in patria con solamente 20 uomini su 265 (lo stesso Magellano morì).


Gli Incas:
Gli Incas fondarono tra il 1450 e il 1532 un grande impero comprendente il Perù la Bolivia e il Cile. Il territorio, di circa 4000kmq, era controllato mediante un esercito agguerrito, un'efficiente struttura amministrativa e una rete di strade ben organizzata. L'impero era diviso in circoscrizioni rette da governatori. Ispettori imperiali effettuavano controlli minuziosi e il capo supremo era l'imperatore, aiutato da 4 funzionari e da una potente aristocrazia. L'economia, prevalentemente agricola, era di tipo comunistico: non esisteva la proprietà privata e la terra era divisa in tre categorie: terra del sovrano, dei sacerdoti, e della comunità. L'agricoltura aveva un carattere intensivo e si coltivava principalmente il mais, le patate e un cereale simile al riso. L'artigianato era abbastanza fiorente e aveva un notevole livello tecnico, soprattutto per quanto riguarda l'architettura. La religione prevedeva una divinità solare, Inti affiancata da altre divinità che rappresentavano tutti gli elementi della natura ai quali venivano sacrificati umani e animali.


Alla conquista del Nuovo Mondo:
Dopo aver conosciuto gli esploratori queste civiltà conobbero i conquistatori: nel 1519 sbarcarono in Messico 400 soldati spagnoli guidati da Fernando Cortes, che penetrò nell'impero atzeco uccidendo l'imperatore e costringendo gli abitanti al lavoro. Così fecero due spagnoli nel 1531, Almagro e Pizzarro, che investirono i loro beni in una spedizione verso gli Incas che, con epidemie, stragi, devastazioni, furono sterminati. I portoghesi, in seguito al trattato di Tordesillas, conquistarono il Brasile.


I Mezzi della conquista:
Il Nuovo Mondo fu conquistato con molta facilità dagli Europei poichè, oltre ad avere una tecnologia molto più avanzata, le popolazioni sottomesse, già in conflitto tra loro, pasarono presto dalla parte dei conquistatori; fecero la loro parte anche le malattie (shock microbico, vaiolo, raffreddore, influenza) che, insieme al diffondersi dell'alcool, provocarono un crollo demografico senza precedenti. Ne conseguì un processo di destrutturazione che sconvolse l'organizzazione sociale.


L'organizzazione della conquista e l'economia del Nuovo Mondo:
I conquistatori Europei trasferirono nel nuovo mondo forme di organizzazione politica e sociale che avevano molti punti in comune con il vecchio sistema feudale. Il territorio brasiliano fu diviso dal re portoghese nel 1533 in dodici capitani e affidate ad altrettanti responsabili (donatarios) cui spettava l'amministrazione e la difesa. Tale fu anche la Encomiendas spagnola. I conquistadores, per amministrare il loro patrimonio nelle Americhe erano costretti a rimanerci. La maggiore attività economica dell'America fu l'attività mineraria che produceva un grande numero di ricchezze, esportate in Europa: a questa esportazione non coincideva un baratto o un investimento, perciò si creò uno sfruttamento di rapina.

L'impero coloniale portoghese:
La Apagna si impegnò principalmente alla conquista Americana, mentre il Portogallo a quella orientale: a differenza degli altri stati europei il Portogallo non procedette con una semplice annessione dei territori, ma costruì invece un imponente sistema di fortezze e di basi navali. Penetrando nell'oceano indiano i portoghesi entrarono in conflitto con gli arabi dell'Egitto, sconfiggendoli grazie alla loro tecnologia.


La scoperta dei selvaggi:
In ogni popolo europeo si affermò la tendenza a ritenere inferiori i gruppi imani diversi; questo offre una giustificazione alle guerre di rapina ai genocidi, alle deportazioni. Ci furono però eccezioni, come Las Casas, che dedicò la sua vita agli indigeni e alla loro conversione che in altri casi era obbligatoria e forzata mediante ricatti o minacce.

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