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Nazionalismi e Rivoluzione industriale

La storia d'Europa nella prima metà dell'Ottocento è segnata da due fenomeni di grande portata, destinati a durare nel tempo: la nascita e lo sviluppo dei movimenti nazionali e l'espansione del capitalismo come sistema economico e sociale.
L'idea che informa lo sviluppo dei movimenti nazionali è che, ogni collettività umana, marcatamente identificata da fattori storico-culturali ( nazione ), debba aspirare a costruirsi in stato indipendente ( principio nazionale ). Il principio nazionale per la formazione di Stati, si poneva ovviamente in aperto contrasto con il principio dinastico.
Per capitalismo si intende invece un sistema di produzione e di scambio fondato sull'iniziativa economica privata, regolato da leggi del mercato, caratterizzato dalla separazione tra il lavoro e la proprietà dei mezzi di produzione e mosso dalla ricerca del profitto.
La grande scossa che la vicenda napoleonica aveva dato all'Europa, contribuì ad accelerare sia il movimento di sviluppo del principio nazionale sia l'ascesa del capitalismo.
Napoleone, almeno inizialmente, cercò di esportare le idee della rivoluzione francese in tutta Europa, sgretolò le strutture amministrative dell'antico regime, creò un grosso mercato unico nei suoi possedimenti, favorì di fatto l'ascesa delle classi borghesi e la messa in discussione del principio dinastico per la formazione degli Stati.
Tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, il quadro generale della storia europea era quindi mutato in profondità e si era aperta un'epoca contrassegnata da problemi diversi da quelli prevalenti nei secoli precedenti.
Tuttavia il forte progresso tecnologico ( l'invenzione della macchina a vapore che riusciva a produrre alcuni Watt ), la maggiore disponibilità di capitali, il miglioramento delle vie di comunicazione ( rivoluzione dei trasporti ), l'aumento della domanda, furono cause ed effetto della rivoluzione industriale, che partì dall'Inghilterra e si estese su tutto il territorio europeo. In Inghilterra la produzione del ferro ( necessario per la costruzione delle ferrovie ), grazie anche alla disponibilità del carbon fossile, aumentò in maniera impressionante e, ben presto, l'industria metallurgica condizionò tutti gli altri settori produttivi, dando impulso alla produzione tessile e agricola.
Carbone e ferro furono i materiali protagonisti della rivoluzione industriale di fine secolo XVIII.

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