Genius 5605 punti

Napoleone - La Rovinosa Caduta

Nel 1808 Napoleone occupò anche la Spagna e il Portogallo poiché c’era stato un vuoto di potere. Salì al trono spagnolo Giuseppe Buonaparte e divenne re di Napoli il cognato di Napoleone, Gioacchino Murat, valoroso comandante della cavalleria francese. Murat regnò dal 1808 al 1814 e fece di tutto per rendere il suo regno moderno e autonomo dalla Spagna. L’unico stato dell’Europa occidentale che era libero dalla minaccia francese era l’Inghilterra. Napoleone allora pensò di indebolirla soffocando tutti i rifornimenti dal continente. Introdusse quindi il blocco continentale, cioè vietò a tutti gli stati sotto l’influenza francese di commerciare con l’Inghilterra. In Spagna scoppiò però una rivolta antifrancese a cui successivamente si unirono gli inglesi. Si creò un continuo clima di logorante guerrilla che mise in crisi l’esercito francese il quale continuava a perdere uomini. Approfittando di questa debolezza nel 1809 si formò la quinta coalizione tra Austria e Inghilterra. Avvenne una nuova vittoria francese a Wagram. Nel 1810 avvenne il nuovo matrimonio di Napoleone che si sposò con la giovanissima Maria Luisa d’Austria dopo aver divorziato con l’amata Joséphine Beauharnais che non le garantiva una discendenza. Maria Luisa le diede un figlio maschio ma con gravi problemi di salute tanto che morì a ventun’anni. Nel 1812 scoppiò la guerra con la Russia, che aveva deciso di non rispettare più il blocco continentale. Napoleone decise dunque di allestire un esercito gigantesco per invadere l’unico nemico che gli rimaneva sul continente. La campagna di Russia iniziò il 21 giugno 1812 e avrebbe dovuto essere un attacco veloce. I russi però adottarono la tecnica della ritirata verso le zone interne della Russia, obbligando i nemici a una lunga e logorante marcia. La battaglia decisiva avvenne alle porte di Mosca. Napoleone vinse a fatica questa battaglia, detta della Moscova o di Borodino, e occupò la città che era stata abbandonata dai russi. In un agguato notturno però alcuni russi fecero scoppiare delle mine che avevano nascosto prima di ritirarsi e così la città di Mosca venne completamente incendiata. Perciò l’esercito non aveva potuto ricevere degli approvvigionamenti. Napoleone pensava che giunto a questo punto lo zar avrebbe chiesto la pace, ma così non avvenne. Era la fine di agosto e Napoleone si prese del tempo per riflettere su come agire. Solo a ottobre del 1812 arrivò la decisione di ritirarsi per affrontare l’inverno nelle basi. Il viaggio di ritorno fu devastante perché non c’erano rifornimenti, il clima era terribile, la stanchezza era notevole e si susseguivano gli attacchi improvvisi dei russi. La ritirata si trasformò in un disastro. A questo punto si formò la sesta coalizione, a cui aderirono l’Austria, l’Inghilterra, la Svezia (in cui regnava il generale Bernadotte, uomo di fiducia di Napoleone) e la Prussia. Gli ultimi resti dell’esercito napoleonico tentarono di passare il fiume gelato Beresina, al confine tra Polonia e Russia. La battaglia della Beresina fu disastrosa per i francesi. Nel 1813 Napoleone combatté la battaglia di Lipsia in cui fu sconfitto per la prima volta in campo aperto. Tra il 1813 e il 1814 ci fu tutta una serie di guerre difensive in cui i nemici della Francia vennero sconfitti, ma di fatto l’invasione della Francia venne solo ritardata e Napoleone fu costretto ad abdicare. Consegnato ai suoi nemici, Napoleone venne esiliato all’isola d’Elba e sul trono di Francia vennero restaurati i Borboni. Divenne re di Francia Luigi XVIII. Il ritorno dei Borboni creò però moltissimo malcontento perché rientrarono in Francia anche numerosi nobili che si erano rifugiati all’estero. Napoleone fu avvisato di questo malcontento generale e decise di fuggire dall’isola. Nel marzo del 1815 dunque ritornò in Francia e venne acclamato dal suo popolo. Luigi XVIII fuggì da Parigi, Napoleone riprese il potere e iniziò il periodo dei cosiddetti Cento Giorni. Si formò la settima coalizione e Napoleone cercò di allestire rapidamente un esercito con quello di cui disponeva. Attaccò immediatamente l’esercito inglese che si trovava in Belgio. Vennero sconfitti i prussiani nella battaglia di Ligny, i quali si unirono agli inglesi guidati dal duca di Wellington. L’esercito della coalizione si schierò sulle alture di Waterloo, nei pressi di Bruxelles, dove si combatté la battaglia decisiva in cui Napoleone venne definitivamente sconfitto il 18 giugno 1815. Napoleone fu deportato nella sperduta isola di sant’Elena, in mezzo all’Atlantico, nel quale morì il 5 maggio 1821.

Registrati via email