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Napoleone Bonaparte

Nel 1794 l'esercito francese fa delle imprese e riesce a rioccupare il Belgio e la zona della renania e Olanda. La coalizione anti francese si sta sgretolando rimangono solo Austria e –Inghilterra.
Il Direttorio punta alla politica estera, alla guerra, voleva muovere al cuore dell’Austria con un attacco su due fronti: una dalla renana una dall’Italia e penetrare dal Brennero. La campagna di Italia venne affidata a Napoleone (1796). Lui si trovò a suo agio era in un contesto favorevole perchè in Italia si era creato un clima di intellettuali e patrioti che vedeva nella Francia la guida contro la tirannide e questa campagna è sostenuta da una propaganda francese. Quando Napoleone entra in Italia viene accolto come un liberatore con valori nobili, lui invece era furbo e sfruttò tutto questo per i suoi interessi. Riportò una serie di vittorie militari, la Francia ottenne Nizza e la Savoia con il trattato di cherasco poi proseguì con vittorie. Gli italiani non si accorsero che lui imponeva tasse e portava via l’arte ma loro volevano essere liberati. Lui non doveva spingersi al sud ma disubbidendo al Direttorio giunse fino allo Stato Pontificio dove costrinse il Papa alla resa con la pace di Tolentino. Napoleone, per il governo del Direttorio, era scomodo perchè la campagna in Italia doveva servire come carta di scambio nelle trattative con l’Austria, oltre che per guadagnare soldi con i tributi. Invece Napoleone si spinse oltre e continuò la guerra aiutando i repubblicani di Modena e Reggio Emilia a far nascere la Repubblica Cispadana che si unì alla Lombardia (cisalpina). Nacquero le Repubbliche sorelle (regimi simili a quello francese).

Napoleone riesce a conquistare Mantova e da qui giunge in Austria a 100 km da Vienna. Contemporaneamente gli italiani capirono le vere intenzioni di Napoleone, e lui dichiara guerra a Venezia e se ne impadronisce e, per questo fatto, riuscì a chiudere le trattative di pace con l’Austria (trattato di Campoformio, 17 ottobre del 1797). L’Austria doveva cedere alla Francia il Belgio la renania e la Lombardia e riconosce la repubblica cisalpina. In cambio la Francia cede Venezia.
I patrioti veneziani si sentono traditi, negli italiani cresce delusione. Poi in Europa nascono la Repubblica ligure, elvetica (svizzera). Nel 1798 l’esercito francese invade lo Stato Pontificio a Roma con un pretesto (sedare manifestazioni antifrancesi) e instaura la Repubblica romana.
Il Direttorio era rimasto a guardare e fu costretto a ratificare l’operato di Napoleone, anche perchè la Francia si trovava in una situazione di instabilità politica perchè c’erano i monarchici che stavano ottenendo sempre più consensi e un monarchico era riuscito ad entrare nel Direttorio, quindi si poteva pensare ad un colpo di stato. La maggioranza del Direttorio, per paura delle conseguenze, fa un colpo di stato il 18 fruttidoro (1797, 4 sett). Parigi viene occupata dall’esercito (il potere viene preso solo da tre persone che impongono delle leggi eccezionali per far fuori le opposizioni politiche creando un clima di censura). Questo Direttorio sostiene ancora la guerra, dopo la pace con l’Austria rimane solo l’Inghilterra, forte sul mare. Il governo francese progetta un piano per piegare l’Inghilterra (la conquista dell’Egitto, punto strategico per comunicare con l’Oriente dove gli inglesi avevano molti affari). La spedizione è affidata a Napoleone che all’inizio è favorevole, poi insorgono le prime difficoltà: la flotta inglese guidata dall’ammiraglio Nelson riesce a tendere una trappola nella baia di Abukir dove riescono a distruggere molte navi francesi. A questo punto, approfittando delle difficoltà francesi, l’Inghilterra organizza una seconda coalizione antifrancese (1798) con Russia Austria e Regno di Napoli (esplode la guerra).
Intanto il direttorio avvia una spedizione contro il Regno di Napoli che diventa Repubblica partenopea. La Francia riesce a controllare quasi tutta L’italia ma la coalizione austro - russa scatena un’offensiva in Italia che costringe i francesi a ritirarsi. Prime sconfitte.
Intanto Napoleone rientra in Francia 1799. La situazione bellica ha delle conseguenze sul piano politico perché in Italia le repubbliche durarono poco e vennero riportati i regimi precedenti.
In Italia cadono tutte le repubbliche e vennero reintrodotti i precedenti sovrani. Nella repubblica partenopea tornarono i Borbone grazie al cardinale Fabrizio Ruffo che organizzò una rivolta popolare facendo leva sul sentimento antirivoluzionario dei cattolici e del popolo e i patrioti che avevano sostenuto la repubblica furono oggetto di una dura persecuzione.
Questo andamento sfavorevole alla guerra in Francia indebolì ancora di più il governo e, all’interno dello stesso direttorio, maturò il progetto di dar vita ad un nuovo colpo di stato. Doveva servire per modificare la costituzione e dare una svolta autoritaria alla Francia.
La persona più indicata a tenere in mano le redini della Francia in questo momento era Napoleone.
Colpo di stato del 18 brumaio 1799 (9 novembre) porterà un consolato, tre consoli, console primo Napoleone.
Vennero isituite nuove commissioni per stendere la nuova costituzione.
Cancella molti ideali democratici e liberali dell’89 ma non è un ritorno all’aciene regime perché Napoleone punta la sua forza sul partito dei notabili, esponenti della media – alta borghesia ai quali affida molti incarichi e posizioni di potere.
Tutto ciò, da una parte, impedì una radicalizzazzione come forme di giacobismo e dall’altra ogni tentativo di restaurazione dell’ancient regime.
Napoleone è un uomo che circa all’età di 30 anni riesce ad imporsi nella politica francese.
Nato in Corsica da una famiglia della piccola nobiltà, inizia la sua formazione nell’accademia militare ma non trascura gli studi classici ed in particolare studia Rousseau. Da giovane aveva aderito al giacobinismo però gli storici credono che questa scelta di adesione fu dettata soprattutto dal fascino del potere più che da una condivisione ideologica coi giacobini.
Prima grande occasione fu l’incarica affidato come comandante delle truppe francesi. Mostra agli occhi del direttorio le sue abilità militari, capacità strategiche e da quel momento in poi il direttorio gli affidò incarichi prestigiosi.
Napoleone seppe cogliere con grande abilità le occasioni che la situazione politica travagliata gli presentò.
Fu un grande uomo di armi e, nella sua carriera militare, dimostrò si saper anche usare con molta tattica la stampa, che fungeva da propaganda per esaltare le sue imprese, non solo in Francia ma in tutta Europa.
La stampa serviva a creare il mito di Napoleone.
Il Direttorio inizia ad essere preoccupato per l’eccessiva popolarità ed affidandogli la campagna d’Egitto spera di allontanarlo dalla Francia e far svanire l’eccessivo entusiasmo.
Intano la situazione interna cambia in modo da generare di nuovo la paura di un’invasione straniera, e tra i ceti dominanti, emerge l'esigenza di creare un governo forte, capace di garantire la pace. A questo punto, molti pensarono di sfruttare l'autorevolezza del generale Bonaparte. Napoleone diede prova di saper sfuttare questa situazione, e così con un colpo di stato del 18 di brumaio, diventa colui che assume i pieni poteri del governo francese. Diventa il primo console. Questo periodo del consolato fu per la Francia un periodo di riorganizzazione delle proprie leggi. Nel dicembre del '99 venne approvata la costituzione dell'anno VIII. È una costituzione che affida i pieni poteri al primo console, cioè Napoleone. Potere esteso a tuttti i campi. C'erano formalmente tre assemblee che avevano poteri:
1. tribunale;
2. corpo legislativo;
3. senato.
Queste tre assemblee avrebbero dovuto teoricamente controbilanciare il potere del primo console, però in pratica, anche queste assemblee furono espressione del potere centrale. In tutta la Francia vennero nominate delle figure fedeli a Napoleone, questi erano i Prefetti, i sindaci erano figure nominate direttamente da Napoleone. In ambito finanziario furono prese delle iniziative importanti, che consentirono, di soddisfare le esigenze degli imprenditori, e in questo modo Napoleone poteva garantirsi delle entrate costanti. Il legame tra l'alta borghesia e il regime di Napoleone si consolidò anche tramite una serie di provvedimenti assunti contro le organizzazioni dei lavoratori. Per esempio furono approvate delle leggi che vietavano lo sciopero, e impedivano di lottare per ottenere un aumento del salario. Questa politica di Napoleone, nel complesso venne accolta, perchè egli era l'unico uomo a poter assicurare alla Francia una ripresa economica e anche finanziaria. Il capolavoro di Napoleone è il suo Codice Civile, è una riforma legislativa. Questo codice venne pubblicato nel 1804, e riprendeva nei suoi aspetti principali, i principi della rivoluzione, quindi il tema dell'uguaglianza giuridica, libertà religiosa, laicità dello stato, libertà individuale, proprietà privata. Quello che invece il codice rifiutava, era qualsiasi riferimento all'uguaglianza sociale. Dal punto di vista sociale, gli uomini non sono tutti uguali. Molta attenzione, veniva posta sull'istituzione della famiglia, la famiglia era considerata il primo nucleo dell'ordine sociale, e all'interno della famiglia, veniva rafforzata l'autorità dei padri sui figli e sulla moglie. È il primo codice che ammette il divorzio nel caso di adulterio. Si parla già della comunione dei beni. Un altro punto delicato, riguarda la questione religiosa, dopo il fallimento della politica di scristianizzazione, perchè il popolo non era d'accordo. Napoleone tenta quindi di riappacificarsi con la Chiesa, non perchè fosse un uomo religioso, ma per riappacificare la Francia, che era divisa da uno scisma religioso. Nel 1801 stipula un concordato con il Papa, grazie al quale il cattolicesimo veniva riconosciuto, non come religione di stato, ma la religione della maggioranza della popolazione. Rimaneva il primato del potere civile (secondo la tradizione gallicana) e allo stato veniva riconosciuta la competenza di presentare delle candidature per la nomina dei vescovi e anche dei parroci. Bisognava, inoltre, che in terra di Francia venisse riconosciuto qualsiasi atto papale. Napoleone sembrava riuscito a ridare alla Francia la pace sociale e anche quella religiosa. In questi stessi anni Napoleone è ancora impegnato in guerra, perchè esiste una coalizione antifrancese. La strategia di Napoleone era quella di indebolire l'Inghilterra colpendo l'Austria, sua alleata. Attaccò per prime le truppe austriache dall'Italia e dal Reno, e verso la primavera del 1800, riuscì a sconfiggerle nella battaglia di Marengo, in Piemonte. Riuscì a ricostituire la repubblica Cisalpina. A questo punto, l'Austria sottoscrisse la pace di Luneville nel febbraio 1801. Era una pace che confermava gli accordi di Campoformio. L'Ingliterra si trovò a questo punto isolata, anche perchè, il regno di Napoli e la Russia, a loro volta conclusero delle paci con la Francia. E dopo lunghe trattative, anche l'Inghilterra arrivò ad una pace, la pace di Amiens nel marzo del 1802. Tutto questo aveva dimostrato ai francesi che Napoleone era l'uomo giusto. Questo conseno dei francesi gli servì, ancora una volta, per aumentare il proprio potere. Nel 1802, sancì un plebiscito (l'espressione del popolo che viene convocato per rispondere su una determinata questione). Così ottiene di essere nominato console a vita. Impone, con l'approvazione del popolo, una vera dittatura. Due anni dopo, nel 1804, sostenne che solo una nuova dinastia, avrebbe garantito la sicurezza del regime, e quindi, volle dare al suo regime una veste monarchica, va quindi a ritoccare la costituzione, e nel 1804 viene varata la costituzione dell'anno 12°, che conferiva a Napoleone il titolo di Imperatore dei francesi. Tramite il plebiscito, Napoleone creava un contatto diretto con le masse. A questo punto Napoleone volle aggiungere alla propia autorità anche una sanzione religiosa e, riprendendo i simboli e i riti della religione imperiale di Carlo Magno, il 2 dicembre del 1804, si fa incoronare imperatore da Papa Pio VII nella Cattedrale Di Notre Dame, come accadeva per gli imperatori nel Medioevo. In quest'occasione, con un atto simbolico, volle affermare la propia supremazia sulla Chiesa, perchè tolse la corona dalle mani del Papa e si incoronò da solo. Napoleone era un'uomo di guerra ed era per la guerra, aspirazione di allargarsi. Dopo un anno dal trattato riprendono le ostilità contro l'inghilterra, che organizza una terza coalizione nel 1805 con Russia, Austria, Svezia e Regno di Napoli e la flotta francese subisce una disastrosa sconfitta ad opera dell'ammiraglio Nelson a Trafalgar. Napoleone riesce a sollevare le sorti della Francia, battendo gli Austro - Russi ad Austerliz (Boemia). L'austria a questo punto firma la Pace di Presburgo.
In base alla pace di Presburgo, l’Austria cede i territori italiani e tedeschi a Napoleone, consolidando così l’influenza francese in Italia. Questo fa preoccupare la Prussia che decide di creare un’altra coalizione anti - francese (la quarta) al fianco di Russia ed Inghilterra.
Si arriva alla pace di Tilsit nel 1807, nella quale viene deciso il nuovo assetto dell’Europa continentale:
- ad Ovest del fiume d’Elba tutti i territori vengono sottratti alla Prussia per formare il regno di Westfalia (che Napoleone dà a suo fratello, Girolamo Bonaparte); i rimanenti stati tedeschi vengono riuniti in una confederazione, detta Confederazione del Reno, alla quale Napoleone si pone come presidente.
- Viene occupata l’Olanda e Napoleone pone come re un suo fratello;
- i territori ad Est del fiume Elba vanno a formare il Granducato di Varsavia, stato satellite della Francia, subordinato al potere francese.
Napoleone riesce quindi a far dipendere più o meno tutti gli stati europei dallo stato francese, o creando stati satelliti o ponendovi al governo persone a lui fidate.
Tutta l’europa continentale è sottoposta all’egemonia francese secondo una logica imperiale. Napoleone era diventato imperatore, infatti. A questo punto si apre un’epoca di rinnovamento in Europa. A paesi che erano molto arretrati e legati ad una struttura feudale, Napoleone impose nuovi modelli istituzionali, il suo codice civile (del 1804) e ci fu un rimodernamento ed un’esportazione delle idee della rivoluzione francese. Tornando in Italia, la battaglia di Marengo (non ne sono sicuro) contro gli Asburgo in Italia nel 1800, che fu una battaglia fondamentale che segnò il totale controllo di Napoleone sull’Italia. Egli si comportò come un predatore nel senso che portò via tutte le opere d’arte, oro e argento. Quindi dopo il saccheggio impose anche delle pesanti tasse agli stati italiani. Quindi tutti gli stati italiani persero la loro indipendenza. La repubblica Cisalpina divenne Repubblica italiana e quindi Regno d’italia alla quale si pose come re Napoleone stesso nel 1805. A Napoli pose un altro fratello, Umperto Bonaparte che poi conquisterà la Spagna, e annise poi il Piemonte, la Liguria e anche lo stato Pontificio della quale molte regioni divennero dipartimenti francesi. Ormai Napoleone controllava l’intera Italia, controllo che durò circa 20 anni. Questo fu sia un bene che un male: un male perché si perse l’indipendenza degli stati, la loro libertà. Un bene perché l’economia ricevette dei vantaggi, pose un’istruzione elementare obbligatoria.
Inoltre in quel periodo si continuò a parlare di valori democratici, liberali, valori che poi infervoreranno gli animi dei patrioti e delle società segrete, che auspicavano l’unità d’Italia. Quindi vennero poste quelle basi ideologiche che poi si svilupperanno nel Risorgimento.
Intanto la Francia era in guerra e l’unica potenza sulla quale Napoleone non era riuscito ad estendere il proprio controllo era l’Inghilterra. Egli ci ci prova, sa che non può invaderla ma può danneggiarla economicamente. Attua così il blocco continentale, vietando a tutti i paesi europei di commerciare con l’Inghilterra (libro pag. 219). Di fatto però questo suo piano non riuscì, perché gli inglesi riuscirono a forzare il blocco continentale e attuare un “contro-blocco” che danneggiò molto l’economia francese. Perché con il blocco inglese la francia ebbe una mancanza di materie prime. Inoltre tutti gli stati satelliti della francia e anche la borghesia francese protestarono contro questo blocco xkè intrattenevano molti commerci con l’Inghilterra.
A questo punto anche gli intellettuali europei cominciarono a capire che Napoleone poteva non essere il liberatore che pensavano. Molti cominciarono a prendere le distanze da Napoleone (dalla sua politica), si sentirono traditi.
Napoleone per far rispettare il blocco continentale si spinse in una politica di annessioni invadendo prima il Portogallo, poi la Spagna alla quale mise come sovrano suo fratello (Umberto, lo stesso di Napoli). Questa decisione fu quella che cominciò ad incrinare il potere di Napoleone perchè non fu un’invasione sicura, gli spagnoli infatti diedero vita ad una guerriglia molto accanita sostenuta anche da armi e provvigioni inglesi (duca di Wellington). Questa vittoria francese in Spagna fu anche il sintomo della crisi dell’impero Napoleonico, dimostrava che gli stati europei non erano più dalla sua parte. Napoleone non era più considerato come un liberatore.
Intanto le case regnanti d’Europa cominciarono a riprendere la guerra contro la Francia formando la quinta coalizione anti - francese con a capo l’Inghilterra, seguita dagli austriaci. L’austria subì però una dura sconfitta e deve accettare la pace di Schönbrunn.
L’impero napoleonico era un regime che era nato nella guerra e si sosteneva nella guerra. Napoleone, prima di essere imperatore, era generale. E l’impero presenta una serie di contraddizioni: era un regime personalistico (il potere era incentrato nella persona dell’imperatore e fortemente centralizzato), tutti i più importanti incarichi erano in mano ai suoi familiari, aveva creato una nuova nobiltà fondata sui meriti militari. Napoleone ricercò anche il consenso delle persone delle quali si era circondato anche grazie l’eliminazione delle opposizioni, del dissenso e la censura. Ad esempio, la libertà di stampa fu drasticamente ridotta: durante la rivoluzione francese circolavano trecentotrenta giornali, nel periodo napoleonico solamente quattro. Venne vietata la pubblicazione di tutto ciò che poteva ledere l’immagine di Napoleone. Vennero ridotte le libertà di associazione, in Francia e nei paesi annessi furono imposte pesanti tassazioni, la leva obbligatoria. L’impero Napoleonico mostrava più le sue contraddizioni interne: aveva contribuito ad abbattere l’ancient regime, ad ammodernare le strutture, però aveva creato una nuova aristocrazia e nei principi della rivoluzione francese aveva sottomesso tutta l’europa.

La campagna di Russia
Tra il 1810 - 1812, siamo nell’apogeo dell’impero napoleonico. L'apice fu nell’aprile del 1810 quando Napoleone divorzia dalla prima moglie giuseppina e sposa Maria Luisa d’Austria, figlia dell’imperatore Francesco I d’Austria. Da lei ebbe un figlio. La Russia decide di staccarsi dalla Francia nel 1810, si ritira dal blocco e impone dei dazi sui prodotti francesi penalizzando il commercio francese. Prima di partire per la spedizione punitiva nei confronti della Russia, Napoleone perde quasi un anno. Inizia la campagna di Russia nel giugno del 1812, varca il confine e marcia su Mosca senza dichiarare guerra alla Russia. Inizialmente la campagna si dimostra ben preparata, Napoleone riesce ad arrivare fino a Mosca ed a conquistarla. Però si rende conto che l’impresa non è ancora compiuta, era solo una vittoria parziale. Quindi i russi cominciarono a temporeggiare adottando la tattica della terra bruciata, ovvero loro arretravano bruciando terre, città e campagne per non lasciare nulla ai francesi che piano piano rimanevano senza scorte e si inoltravano sempre più nel territorio russo. Questo perché i russi aspettavano l’arrivo dell’inverno. L’inverno arrivò in ottobre e sorprese Napoleone senza viveri, senza la possibilità di chiedere aiuto nelle retrovie e fu costretto a dichiarare la ritirata ormai nella metà d’ottobre del 1812.
L’esercito fu decimato, e infatti Napoleone fu accusato d’aver dato la ritirata troppo tardi, trasformando la spedizione in una disfatta completa. Da questa sconfitta l’impero napoleonico non si riprenderà più e segnerà l’inizio del declino di Napoleone.

La caduta dell’Impero
Ormai il mito dell’invincibilità di Napoleone era svanito e la popolazione europea mostra tutto il proprio astio e il proprio odio, la propria rabbia e la esprime perchè ormai Napoleone non fa più paura. Gli stati europei formano nel 1813 la sesta coalizione anti francese.

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