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Blocco continentale contro l'Inghilterra

Dopo aver riportato le vittorie di Trafalgar e Tilsit Napoleone cerca un modo di piegare anche la potenza inglese: non essendoci riuscito dal punto di vista militare tenta di danneggiarla dal punto di vista economico. Poiché l’economia inglese si basava sia sul commercio proveniente dall’estero, in quanto non era autosufficiente per quel che riguardava il legname e il grano, che gli venivano procurati soprattutto dalla Russia, sia dai prodotti esportati all’estero, Napoleone decide di bloccare tutte le risorse: due erano i modi possibili di attuare tale proposito, o fare un blocco navale intorno all’Inghilterra, molto improbabile, o costringere tutte le altre nazione alleate della Francia a non commercializzare con l’Inghilterra, una scelta che arrecava un danno non solo all’Inghilterra ma anche ai paesi che facevano parte del blocco continentale che dovevano acquistare dei prodotti dall’Inghilterra: il blocco arriva anche a colpire l’economia di tali paesi che non avrebbero resistito quindi a lungo alle imposizioni di Napoleone. A tale blocco continentale aderisce inizialmente anche la Russia ma un altro problema riguardante tale blocco affliggeva persino l’economia francese: infatti il contrabbando di merci con l’Inghilterra era diventato all’ordine del giorno, quindi l’economia inglese risultava sì penalizzata ma non quanto voleva Napoleone: il contrabbando contribuì ad indebolire la stima della Francia che gli altri paesi europei avevano. Il blocco si dimostrò un’arma a doppio taglio che mise in luce il malcontento degli stati europei a sottostare alle decisioni di Napoleone in quanto la Russia, danneggiata nei suoi commerci, decise di abbandonarlo, costringendo Napoleone ad attaccarla.

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