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I moti degli anni Venti

Scoppia la rivolta

La priva ondata rivoluzionaria dell' età della Restaurazione prese il via da uno dei paesi dove la Restaurazione era stata più brutale: la Spagna.
Ferdinando VII di Borbone aveva cancellato ogni traccia del periodo napoleonico, perseguitando chiunque fosse sospettato di tendenze liberali. Grave era anche la situazione economica, poiché la rivolta scoppiata nelle colonie d'America aveva priva il regno di notevoli entrate. Il malcontento diffuso costituì un terreno fertile per il propagarsi delle società segrete, come la società dei Comuneros che sosteneva gli ideali democratici. Per risanare il bilancio dello Stato, il sovrano tentò la riconquista delle Colonie, ma furono proprio le truppe in attesa di essere imbarcate a Cadice per il Sud America a dare il via alla rivolta l'1 gennaio 1820.
In breve tutte le forze liberali del paese si riunirono in un unico moto di rivolta.

La rivolta si estende

Dalla Spagna la rivolta dilagò rapidamente in altri paesi. Nel 1820, un moto rivoluzionario guidato da militari scoppiò in Portogallo.
Nel regno delle Due Sicilie il prete carbonaro Minichini e gli ufficiali Morelli e Silvati diedero il via a una rivolta.
In Sicilia operai, artigiani ed esponenti dell' aristocrazia diedero vita a una rivolta che rivendicava la separazione dell' isola dal Regno di Napoli. Questa rivolta venne però immediatamente repressa dall' esercito inviato da Napoli.
In Piemonte, gli oppositori non avevano una posizione unitaria:
- da un lato vi erano alcuni aristocratici, i quali speravano che il sovrano concedesse spontaneamente la costituzione;
- dall' altro vi erano i giovani aristocratici che puntavano su Carlo Alberto che era il probabile erede al trono; Carlo Alberto infatti aveva lasciato intendere di essere favorevole alla concessione della costituzione.
Mentre gli oppositori cercavano un accordo la guarnigione di stanza ad Alessandria insorse, dando l'avvio al moto.
Vittorio Emanuele I abdicò.
Il regno venne momentaneamente retto dal nipote Carlo Alberto. Questi concesse la Costituzione di Cadice.

La risposta della Santa Alleanza

Di fronte all' ondata rivoluzionaria l'Europa della Restaurazione reagì convocando tre congressi.
In questi congressi Metternich convinse Inghilterra, Francia e Russia della necessità di un intervento immediato in Spagno e in Italia. Era necessario applicare il principio di intervento sanciato dalla Santa Alleanza.
Nel Regno di Napoli l'ordine fu riportato dalle truppe austriache, che sconfissero l'esercito di Guglielmo Pepe.

In Piemonte Carlo Felice rinnegò l'operato di Carlo Alberto e minacciò di privarlo del diritto di successione. A questo punto, Carlo Alberto raggiunse a Novara le truppe fedeli al re e, con l'aiuto delle forze austriache, sconfisse l'esercito dei rivoltosi.
In Spagna il compito di riportare l'ordine fu assunto dalla Francia.
In Portogallo, infine, la repressione venne attuata dai soli conservatori locali.

Il successo della rivolta in Grecia

La Grecia era sotto il dominio dell' Impero turco la borghesia commerciale dei grandi porti diede vita alla società sergreta Eterìa, guidata da Ypsilanti.
Nel 1821 decise di passare all' azione, invitando il popolo alla rivolta che scoppiò in vari punti del paese. Nel contempo Ypsilanti, confidando nell' aiuto della Russia da tempo interessata a estendere la propria influenza nell' area, tentò di penetrare in territorio turco.
Ysilanti subì una pesante sconfitta. Intanto la rivolta continuava con successo nel Sud del paese. Il 13 gennaio 1823 nel Congresso di Epidauro il movimento patriottico proclamò l'indipendenza della Grecia.
Molti patrioti si recarono in Grecia a combattere.
Negli anni successivi, con l'intento di indebolire l'Impero turco, la Russia, l'Inghilterra e la Francia intervennero in difesa della Grecia.
La flotta turca venne distrutta. La pace di Adrianopoli sancì l'indipendenza della Grecia. Le potenze europee però imposero al nuovo paese di sotituirsi in regno.

La Gran Bretagna liberale

Nei primi decenni dell' Ottocento anche la Gran Bretagna fu scossa da violenti conflitti interni.
La Gran Bretagna si differenziò dal resto d'Europa perché cercò di rispondere a questi problemi accentuando la natura liberale dello Stato.

Grande importanza ebbe il provvedimento che consentì l'organizzazione di associazioni operaie. Si formarono così le unioni dei lavoratori.
La riforma più importante fu però quella elettorale:
- gli elettori aumentarono
- i collegi elettorali vennero ridefiniti per garantire la proporzionalità della rappresentanza parlamentare.
Il diritto di voto restava estremamente ristretto e continuava a essere vincolato al censo. Contro tutto ciò si batterono i democratici che organizzarono una petizione per il suffraggio universale, la Carta del popolo.
Dalla petizione prese il nome il movimento del cartismo che fino alla metà del secolo si battè per la realizzazione del programma democratico.

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