Le monarchie nazionali: Inghilterra e Spagna


Nel 1066 i Normanni guidati da Guglielmo il Conquistatore, sottomisero l’Inghilterra. Guglielmo fu il vero fondatore della monarchia inglese.
I nobili nel 1215 approfittarono del debole re Giovanni Senza Terra per farsi concedere la Magna Charta Libertatum che conteneva precise limitazioni al potere dei sovrani, il re non poteva intervenire nella successione ereditaria dei feudi e che un uomo libero poteva essere giudicato solo da un tribunale composto da suoi pari. Ma la concessione più importante era che il re non poteva imporre nuove tasse senza l’autorizzazione di un parlamento composto dalla grande nobiltà.
Il Parlamento era composto dalla Camera dei Lord e dalla Camera dei Comuni.
Dopo la guerra dei cent’anni, le più forti famiglie nobili tentarono di impadronirsi della corona.
Nel 1455 scoppiò la guerra delle Due Rose, cosiddetta perché i nobili sostenevano la famiglia dei Lancaster, il cui simbolo era una rosa rossa, e la famiglia degli York, con simbolo una rosa bianca.
La guerra terminò nel 1485 quando divenne re Enrico VII Tudor discendente dei Lancaster ma che aveva sposato Elisabetta di York.
La Spagna e il Portogallo nacquero con la Reconquista, riconquista dei territori arabi da parte dei sovrani spagnoli, avvenne per tappe dal 1000 al 1492.
I musulmani vennero sconfitti nel 1212 nella battaglia di Las Navas de Tolosa, i cristiani occuparono tutta la penisola iberica con l’eccezione di Grenada che restò agli Arabi.
All’epoca si era già formato il Regno del Portogallo. La spagna invece restò divisa nei regni di Castiglia e Aragona. Solo nel 1469 il matrimonio di Isabella di Castiglia con il re Ferdinando di Aragona determinò l’unificazione del Paese.
Nel 1492 il Regno di Spagna unificato strappò agli arabi il Regno di Grenada.
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