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Nel grande impero solo un popolo restava estraneo all’ideologia del culto imperiale: il popolo giudaico.
La sua attesa soteriologica si volgeva in senso messianico: essa si partiva dal messianismo profetico e culminava ora nell’attesa del Figlio dell’Uomo che sarebbe apparso al compiersi dei tempi.
Messianismo e apocalittica erano sostanzialmente il volto di questo travagliato giudaismo. Nel 63 a.c. si era compiuto il grande fatto nuovo: Pompeo aveva distrutto lo stato seleucidico, aveva ordinato lo stato giudaico nel sistema dei territori vassalli. Vedevano in Pompeo il ‘serpente’. A meno di un secolo di distanza dalla conquista di Pompeo, si verificò nel mondo giudaico l’avvenimento del più rivoluzionario della storia mondiale: la predicazione di Gesù e la sua condanna.
La conquista pompeiana della Siria, nel 63 a.c., aveva dato Gerusalemme nelle mani del sommo sacerdote Ircarno II; poco a poco, Ircarno e la gran parte dei farisei assunsero leali alleati dei Romani; ministro di Icarno II era l’idumeo Antipatro, coi suoi figli Fasael ed Erode.

Un galileo si ribellò; Erode lo fece uccidere; i sacerdoti non riuscirono ad ottenere che Ircarno II condannasse Erode per l’uccisione del ribelle. D’allora in poi, gli jahvisti di tendenza antiromana videro Erode ‘l’uomo della menzogna’, in Ircarno il ‘sacerdote empio’; si cominciò a formare un movimento di pensiero, il quale accentuava il dualismo fra mondo della luce e mondo delle tenebre; esso sperava ansiosamente nella caduta del dominio romano.
Erode fuggì a Roma, ma nel 37 a.c., Erode, che i romani avevano già nominato Re di Giudea, riconquistò il paese. Erode riconquistava la piena fiducia di Ottaviano il quale protesse il suo stato. Ma i vecchi nemici di Erode predicavano la NUOVA ALLEANZA tra Jahave e il suo popolo e sperava in una sconfitta dei Romani ad opera dei Parti; il loro rituale era caratterizzato dal battesimo e dai pasti in comune. Erode a Gerusalemme costruì a nuovo il Tempio, nel cui penetrale nessun estraneo alla comunità giudaica poteva entrare.
Nel 4 a.c. Erode morì. Il suo regno andò diviso tra i suoi tre figli: Archelao ebbe la Giudea, nel 6 d.c. la Giudea divenne procuratela romana; Erode Antipa ebbe Galilea e Perea. Di questi territori il più fervido di vita spirituale jahvista e focolaio di grandi esperienze religiose, era quello di Erode Antipa: La Galilea soprattutto.
Giuda il Galileo fu considerato il fondatore della setta degli ‘ZELOTI’. Gli zeloti, come già la nuova alleanza, avversavano apertamente il dominio romano. Anima della purificazione attraverso il battesimo era Giovanni il Battezzatore.
Nell’altra parte del territorio di Antipa, la Galilea, si iniziò la predicazione di Gesù l’Unto(Cristo); Poi Gesù passò in Giudea, a Gerusalemme; la sua predicazione si connetteva con la predicazione del Battezzatore, ma altresì se ne distingueva perché, annunciando l’avvento del Regno di Dio, si concludeva nell’idea della Nuova Alleanza nel sangue di Gesù stesso, l’Unto. A Gerusalemme il sinedrio condannò Gesù; e il procuratore di Giudea, Ponzio Pilato, diede esecuzione alla condanna attraverso la crocifissione.
Or qual è l’atteggiamento di Gesù rispetto all’impero romano?
L’incontro, nella tormentata esperienza giudeo-cristiana, tra la comunità dei credenti nel Regno di Dio e la problematica dell’Impero romano sotto Tiberio viene definito LOGION che i vangeli attribuiscono a Gesù. Il racconto evangelico di questo logion è universalmente noto: Farisei ed Erodiani fanno porre a Gesù, per prenderlo in trappola, la questione se si debba o no pagare il tributo di capitolazione; Gesù si fa portare un denario (di Tiberio) e domandò ad essi ‘di chi è questo ritratto e di chi la leggenda sulla moneta?’ ed essi dissero di ‘Cesare’ e Gesù disse di restituire le cose di Cesare a Cesare e a Dio le cose di Dio. Del Logion di Gesù si sono date le più diverse spiegazioni.
Di fronte allo stato romano come dominatore del popolo giudaico, Gesù ha preso un atteggiamento neutrale. Dopo Gesù la storia dell’impero romano è ormai segnata da due parallele: La vicenda dell’impero di cultura ellenistico-romana e la vicenda della comunità culturale giudaico-cristiana. Nel I secolo, le due parallele si distinguono spesso, ma spesso s’incontrano. Dal II secolo in poi, le due parallele si confondono: la storia romana è allora la storia di una cultura che avvia a diventare nella sostanza e infine nella forma costituzionale.
L amore di Gesù è dominata dalla personalità : apostolo PAOLO. La sua opera missionaria inizia dal 32/33 fino ad un anno ignoto del regno di Nerone. Si sa pochissimo sulla sua vita prima della conversione.
Paolo si considerava un CIVIS ROMANUS sin dalla nascita avvenuta a Tarso, era nato da genitori Ebrei. SAUL DETTO ANCHE PAOLO.
La civitas romana è per Paolo un fatto giuridico di enorme importanza; ma egli sottolinea questo fatto solo nei momenti di estrema necessità.
Dopo l’Apocalissi, Paolo si recò in Arabia e di lì tornò a Damasco. In questi anni predicò sotto al re Areta.
Tiberio sostiene Erode Antipa nella guerra contro Areta. Alcuni Giudei parteggiavano per il re arabo. In queste condizioni, la predicazione di Paolo in Arabia e a Damasco suscita l’ira di Areta e degli uomini di Areta; Paolo, civis romanus, veniva considerato come un esponente del giudaismo filoromano in opposizione ai Giudei antiromani di Damasco.
Nel 36, i credenti nell’evangelio di Gesù di Nazareth ricevettero, ad Antiochia, il nome dei cristiani.
Nel 37 moriva Tiberio. Un nuovo evangelio, si diffuse nell’impero la notizia del nuovo imperatore Caligola. Durante l’impero di Caligola, il mondo giudaico aveva vissuto anni di tragica angoscia. Lo spettro dell’umiliazione suprema, il culto dell’imperatore-dio, non era stato mai così minaccioso per gli adoratori dell’unico dio di Israele. In apparenza, si poteva sperare che Caligola avesse una qualche comprensione per le esigenze religiose della comunità giudaica, giacchè Erode Agrippa poteva considerarsi, il migliore amico di Caligola, a cui aveva dato forti somme di denaro. Ed in realtà, Caligola aveva dimostrato la sua gratitudine per quel suo giovane amico, dandogli nel 37 la tetrarchia di Filippo e poi nel 39 la tetrarchia di Erode Antipa.
Erode Agrippa era divenuto signore di tutto il vecchio stato del grande Erode, ad eccezione della Giudea la quale restava incorporata nella provincia Syria.
Caligola non rinunciava al ruolo di dio vivente e pretende che questo ruolo fosse riconosciuto in tutto l’impero. La popolazione pagana di Alessandria attaccò, in nome del culto dovuto a Caligola e pretese che statue dell’imperatore fossero introdotte nelle sinagoghe alessandrine.
Si perpetrarono le più gravi offese contro i Giudei, con la connivenza del prefetto del prefetto d’Egitto Flacco. Caligola chiamò Flacco e lo punì; infine lo condannò a morte. Ma l’ostilità degli alessandrini continuava. Gli alessandrini pretendevano che ai Giudei alessandrini fosse tolta la cittadinanza alessandrina. D’un tratto Caligola si volse contro i Giudei di Alessandria. Caligola pretese addirittura che la sua statua fosse introdotta nel tempio di Gerusalemme. L’uccisione di Caligola nel 41 fu un sollievo: Claudio subito dopo, confermò i privilegi della comunità giudaica di alessandria e desistette da ogni introduzione al culto imperiale nel tempio di Gerusalemme.
La predicazione di Paolo dopo Caligola assume una diversa importanza.
Erode Agrippa, amico di Caligola, prima di morire era stato acclamato dio dai Greci di Cesarea. Nel 44 muore e la sua morte appare, a Giudei e Cristiani, come un segno di punizione divina. Paolo sentì venuta l’ora dei suoi viaggi missionari e furono al centro della sua predicazione quei concetti di ‘buona coscienza’, che erano stati ignoti al mondo classico e sono la sostanza del mondo moderno.
Paolo volle spezzare le barriere tra Giudei e gentili, tra ‘gli uomini della circoncisione’ e gli ‘uomini della non circoncisione’. In un primo viaggio missionario evangelizzò con Barnaba, Cipro, Panfila, Pisidia. Ormai questo concetto della conversione senza circoncisione diventa senso e scopo della vita: egli riteneva che il dio di Israele aveva affidato a lui ‘l’evangelio della non circoncisione’.
Paolo iniziò il suo viaggio missionario attraverso l’Asia Minore, dopo verso le provincie di Macedonia ed Acaia.
Nel suo secondo viaggio, Paolo ha parlato con i Tessalonicesi di quel problema che era l’essenziale del messaggio cristiano, l’avvento del Regno di Dio. Egli ha detto allora che questo avvento deve essere preceduto dall’avvento di un Anticristo. Il suo Anticristo si siederà nel tempio di Dio, mostrando sé come Dio.
Verso il 48 Claudio aveva perseguitato, cacciandola da Roma, la comunità giudaico-cristiana dell’Urbe.
Quando Paolo scriveva quella pagina dell’Anticristo, verso il 51, si era già verificato un primo notevole conflitto tra lo stato romano ed una intera comunità cristiana, la comunità di Roma. Claudio aveva rispetto per la comunità culturale giudaica ed ai Giudei alessandrini confermò la cittadinanza di Alessandria e gli altri privilegi, voleva evitare tumulti. Morto Erode Agrippa, Claudio concede ad Agrippa II ( figlio di Erode) una fetta della tetrarchia di Filippo.
A Roma Claudio considerava i Giudei solitamente responsabili della diffusione delle idee battiste e nazoree, fu tentato di punire i Giudei di Roma din dal 41, ma poi si limitò a proibire che si raccogliessero insieme.
Nel 49 Claudio caccio i Giudei di Alessandria fuori da Roma.
Egli puniva i Giudei per punire i Cristiani. Puniva i giudei come responsabili della propaganda missionaria cristiana. Questo va visto come il primo atto dello scontro tra l’impero ed il cristianesimo, a cominciare da Nerone.
Nel 58 Paolo era andato a Gerusalemme per purificarsi. Egli sapeva che nel tempio di Gerusalemme non potevano entrare non circoncisi, sotto pena di morte. Allora si dice che egli ve ne abbia condotto un ed allora fu arrestato. La maggioranza dei Farisei lo considerava un apostata, così il cristianesimo di tendenza paolina veniva escluso dalle normali sette giudaiche della comunità culturale di Gerusalemme. Nel 61 si appellò a Nerone; si incontrò con Agrippa e Berenice, fu giudicato da Nerone ma non si sa la sua sentenza.
Nel 57-58 Paolo scrisse al popolo romano di procurargli i mezzi per un viaggio in Spagna. Questa lettera è la più insigne testimonianza di rapporti fra cristianesimo ed impero.

Nel 64 tornano per questa comunità giorni tristi. Nerone non ripetè i provvedimenti di Claudio.
Nel 64 scoppia a Roma un incendio e Nerone riversò la colpa sulla comunità cristiana della città. Paolo divenne un martire.
Già con Claudio e Nerone inizia il conflitto tra impero e cristianesimo.

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