Genius 5605 punti

La riforma protestante

Durante il quarantennio di guerre contro la Francia, Carlo V D’Asburgo dovette affrontare anche dei problemi interni di tipo religioso. All’inizio l’imperatore non si dimostrò tanto preoccupato da questo focolaio di rivoluzione, ma, quando il fenomeno iniziò ad assumere proporzioni rilevanti, grazie alla diffusione delle idee di Lutero attraverso la stampa, Carlo V cercò un compromesso per mantenere la stabilità all’interno del suo regno, organizzando una serie di diete imperiali. In realtà però la soluzione tra le due parti non fu trovata. Allora decise di difendere il cattolicesimo e diede l’ordine, durante la dieta di Spira, di dare la caccia a tutti i seguaci delle teorie di Lutero. In risposta a questo ordine, però, molti principi tedeschi protestarono e da qui nacque il termine che indica la religione fondata da Lutero, il protestantesimo. I principi tedeschi protestarono apertamente perché ritenevano che l’imperatore potesse dar loro ordini sulle questioni generali dell’Impero, ma non sugli affari interni del loro stato. Martin Lutero era un monaco agostiniano che insegnava teologia all’università di Wittenberg. Era figlio di contadini tedeschi arricchiti che erano riusciti a farlo studiare con grandi sacrifici per fargli continuare gli studi di giurisprudenza, in cui infine si laureò. Si parla di riforma protestante perché Lutero propose un rinnovamento del cristianesimo basato sul ritorno al modello di Cristo, partendo da una posizione molto critica nei confronti dell’operato dei papi del suo tempo. La riforma di Lutero ebbe successo per diversi motivi. In primo luogo nel Cinquecento c’era un diffuso malcontento dei fedeli nei confronti della condotta della Chiesa di Roma. In secondo luogo c’era un grande disagio soprattutto in Germania perché i vari papi continuavano a chiedere soldi ai fedeli per rendere Roma una grande città anche dal punto di vista architettonico, in particolar modo attraverso la realizzazione della Basilica di San Pietro. Per raccogliere soldi la Chiesa riscuoteva le decime di tutti fedeli e le varie offerte, ma questo immenso patrimonio non bastava ancora per ammortizzare le spese. Allora venne intensificata la pratica della vendita delle indulgenze, che inizialmente era solo relegata ai periodi di festa. Il più famoso venditore di indulgenze nella Germania di quel tempo era Johann Tetzel il cui motto era: “non appena il soldo nella cassa rimbalza, subito un’anima dal Purgatorio si alza”. In terzo luogo i tedeschi vedevano che tutte le tasse che pagavano alla Chiesa finivano a Roma dove venivano sperperate dal papa in palazzi, gioielli e donne e non rimaneva nulla in Germania. In quarto luogo, siccome la Chiesa non si occupava più da tempo delle questioni religiose, il clero non era più controllato ed erano diffusissimi la simonia (compravendita delle cariche religiose) e il concubinato. Il paradosso era che in Germania esistevano ragazzi quindicenni nobili che erano già vescovi di due o tre città, per di più senza conoscere nulla del latino e della dottrina cristiana. Il clero era estremamente corrotto e certamente non in linea con la missione spirituale di insegnamento del messaggio di Cristo. In questo scenario Martin Lutero, disgustato dalla condotta ecclesiale e rimasto sconvolto dopo aver compiuto un viaggio a Roma che credeva erroneamente essere la capitale della cristianità, affisse al portone della cattedrale di Wittenberg 95 tesi contro la Chiesa di Roma.

Registrati via email