gaiabox di gaiabox
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All'ordine ecclesiastico Lutero contrappose il sacerdozio universale: in quanto giustificato, ogni cristiano è sacerdote nel proprio rapporto con Dio. E contrappose il libero esame al magistero eccle-siastico nell'interpretazione della Scrittura: è, infatti, lo Spirito Santo l'unico interprete dei testi sacri che guida i fedeli a coglierne il senso salvifico. Quest'aperta rottura con la Chiesa ricevette, sempre nel 1520, un'ulteriore conferma: Lutero bruciò pubblicamente la bolla papale che richiedeva la ritrattazione delle sue posizioni dottrinali.

Nel 1524, spinto dalle pressioni ecclesiastiche, Erasmo pubblicò il De libero arbitrio diatribe sive collatio, contestando la negazione luterana del libero arbitrio. La scelta del tema rive-la l'intenzione dell'umanista: difendere la dignità dell'uomo riaffermandone la libertà. Erasmo è certo della dipendenza della salvezza umana dalla grazia divina, ma ritiene che tale certezza non comporti la negazione del libero arbitrio. Secondo Erasmo, l'uomo non è determinato al male, perché il peccato originale non ha corrotto, ma solo ferito la sua natura. Anzi, egli è convinto che la negazione della libertà umana privi di senso non solo i comandamenti e le esortazioni della Scrittura, ma anche ogni discorso sulla giustizia e sulla misericordia di Dio.

Lutero rispose nel 1525, con il De servo arbitrio, riconoscendo a Erasmo di aver individuato «il punto cruciale» rispetto alla dottrina della giustificazione, ma confermando la sua posizione. Se l'uomo potesse conseguire la salvezza tramite il libero arbitrio, la grazia divina sarebbe inutile. Invece, occorre ammettere che il peccato originale ha corrotto la natura umana e la volontà dell'uomo non è libera. Anzi, è paragonabile a «una bestia da somma.

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