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L'Europa con Luigi XIV

L’assolutismo di Luigi XIV: nel 1643 a 5 anni Luigi XIV era succeduto al padre Luigi XIII ma non prese in mano il potere fino alla morte di Mazzarino nel 1661. Gli anni del governo di Luigi XIV non furono di pace (30 anni di guerra), di benessere per il popolo, ma di furono di gloria: Luigi consolidò l’egemonia continentale della Francia e si impose come modello per tutti gli altri sovrani assoluti, facendo diventare il francese lingua della diplomazia e dell’elite nobiliare Europea. Luigi si circondò di funzionari e ministri senza rinunciare al suo intervento sulle questioni principali.
Il capolavoro dell’assolutismo di Luigi XIV fu Versailles: una reggia a 20 km da Parigi dove la corte e il governo si trasferirono nel 1682. Questo toglieva il pericolo di sommosse cittadine e fece in modo, tramite l’obbligo imposto alla nobiltà di risiedervi, di asseriversi l’aristocrazia. Qui la vita era regolata dall’etichetta che simboleggiava la nuova gerarchia. Ci fu un patrocinio delle arti e delle scienze promosso dal re e da Colbert: furono potenziate le accademie artistiche e letterarie, scrittori e artisti furono protetti e stipendiati. Si formò una cultura ufficiale celebrativa che trovò nell’oratoria del vescovo Meaux la sua espressione più classica. Vennero introdotti controlli sulle tipografia e fu introdotta la censura.


La persecuzione delle tolleranze religiose: questa ricerca di uniformità colpì anche il settore religioso portando alla persecuzione dei giansenisti e degli ugonotti. Il giansenismo fu il principale movimento di dissidenza cattolica del ‘600 e del ‘700. Nacque dalle tesi del teologo olandese Cornelio Giansenio ed ebbe seguito nei Paesi Bassi, in Francia, Germania, Italia e Austria. Giansenio fu condannato dal 1641 da Roma fino al 1713. il giansenismo riprende le posizioni di S. Agostino sostenendo che la grazia era un dono divino concesso solo ai predestinati indipendentemente dai meriti. Era quindi una religione austera e rigorosa. In essa si distinse lo scienziato filosofo Blaise Pascal con le Provinciali e il luogo di ritrovo più importante era il monastero di Port Royal. Port Royal fu soppresso da Luigi nel 1709, dopo che era diventato anche un centro di protesta politica. Il gallicanesimo fu ribadito da Luigi che nel 1682 fece approvare dal clero francese una dichiarazione secondo la quale si affermava la superiorità del concilio sul papa e si negava la sua infallibilità. La convinzione di Luigi di non aver più bisogno dei principi protestanti ,la volontà di apparire agli occhi del mondo cattolico come il campione della cristianità, l’esigenza di un’omogeneità religiosa, portò alla persecuzione degli ugonotti. Dal 1679 la loro conversione al cristianesimo fu favorita in ogni modo, fu ridotta la libertà religiosa e gli fu imposto di alloggiare insieme ai soldati del re. Nel 1685 con l’editto di Fointainebleau fu revocato l’editto di Nantes: furono espulsi i pastori protestanti dalla Francia, ai fedeli fu vietato di lasciare il paese, ma nonostante ciò 200.000 ugonotti si rifugiarono in Svizzera, Germania, Inghilterra, Olanda portando con loro la loro abilità tecnica, indebolendo l’economia Francese. La sola rivolta fu quella legata alla revoca dell’editto di Nantes (dei camisards , delle camice) che fra il 1702 e il 1704 infiammò la regione della Cevenne, senza però esisti.


Mercantilismo e politica estera francese: durante il regno di Luigi lo Stato intervenne nei settori economici estendendo il controllo alle attività manifatturiere e mercantili. Colbert fu l’ispiratore di questo intervento che prese il nome di colbertismo e che si divideva in piano teorico (la ricchezza di uno stato deriva dalla quantità di materiali preziosi che si trovano all’interno) e politico (lo stato con un intervento diretto deve mirare all’accrescimento del saldo favorendo esportazioni, penalizzando le importazioni, proteggendo i prodotti nazionali – protezionismo - ). Questa politica fu presa da esempio da molti stati europei. Il colberismo si rivelò un fallimento in quanto le compagnie commerciali, da lui istituite per l’espansione coloniale, non ressero senza l’appoggio statale. Ci fu anche un rafforzamento dell’esercito, introducendo più truppe permanenti, nuove armi, divise. Questo potenziamento portò a una serie di scontri: la guerra di devoluzione (volta a occupare parte dei paesi bassi, terminò con la pace di Aquisgrana del 1668), la guerra contro le province unite (dal 1672 al 1678, in una prima fase la Francia alleata all’Inghilterra ebbe la meglio, ma in seguito al ritorno degli Oragne sul trono con Guglielmo III, la Francia dovette firmare la pace di Nimega trovandosi contro anche Olanda e Inghilterra). La politica aggressiva di Luigi portò alla conquista dell’Alsazia, delle Lorena, di Strasburgio.

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