marzito di marzito
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LIBERALISMO NELL’ETA’ DELLA RESTAURAZIONE


n opposizione alla Restaurazione , si sviluppano nella prima metà dell’800 nuove idee liberali, e il liberalismo si fondava sulla libertà dell’individuo (libertà non solo con la testa) ma anche libertà politiche sia individuali, sia costituzionali.
In una società pluralistica e in uno stato di diritto, obiettivo liberale era la tutela dei cittadini da ogni eccesso di potere e l’importanza attribuita alle carte costituzionali, alla divisione dei poteri e al sistema parlamentare. Non a caso costituzionali, perché per la prima volta si chiedono e si ottengono delle costituzioni.
Nel primo 800 inizia a delinearsi anche il movimento democratico, i cui punti fondamentali sono: l’uguaglianza del popolo e la sovranità del popolo (se il popolo è tanto, il popolo è sovrano). Si chiede il suffragio universale, ma è un suffragio solo maschile, solo di un certo ceto sociale, solo dai 30 anni in su, in seguito diventerà anche per un ceto sociale inferiore, mentre le donne non sono prese in considerazione. Infatti le donne voteranno per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale.

Iniziano le sette segrete o società segrete, la più importante è la Carboneria, si chiamano sette segrete perché non c’è libertà di stampa e di pensiero, quindi coloro che erano contrari si riunivano segretamente per fare vari tentativi di ribellione, nelle sette segrete esisteva una parola d’ordine e si chiameranno motti rivoluzionari.
Falliranno quasi tutti, perché gli austriaci mandarono degli infiltrati che facevano finta di essere molto attenti e interessati, si facevano dire la parola d’ordine, entravano nelle sette segrete e quando era il momento di agire venivano tutti scoperti e arrestati come ad esempio Silvio Pellico.
I rivoluzionari dicevano “io muoio e vado al patibolo felice, perché viva la libertà”, perché non guardavano al loro tornaconto, ma a un’ideale, a un’idea ben più alta, più grande e più importante di tutto.
Visto che l’Europa era sotto il Congresso di Vienna, fra i vari motti rivoluzionari contro la Restaurazione, vediamo la Spagna dove le truppe si ribellano a Cadice costringendo Ferdinando VII a porre nuovamente in vigore la Costituzione del 1812.
Il loro esempio è seguito dal Portogallo, dai carbonari di Napoli, insorge anche Palermo rivendicando l’autonomia della Sicilia, loro facevano parte del Regno delle due Sicilie. In Piemonte il principe Carlo Alberto di Savoia assume la reggenza e si convince delle idee del popolo e concede la Costituzione, ma immediatamente ritorna Carlo Felice, il quale con l’aiuto dell’Austria abolisce l’operato di Carlo Alberto, Nel frattempo un intervento austriaco, concordato a Lubiana dalle grandi potenze, pone fine alla rivoluzione napoletana e riporta l’assolutismo.
Nel 1823 un esercito francese restaura l’assolutismo anche in Spagna.
Dei motti che si sono sviluppati nel 20 e nel 21 l’unica che riesce ad ottenere l’indipendenza è la Grecia dall’Impero Turco, perché corrono da più parti tutti coloro che credono nella libertà e dicevano, siccome nel mio paese per adesso non la posso avere, ma la libertà è una cosa che riguarda tutti, vado in difesa della Grecia a lottare per la loro libertà, sperando un domani anche nella nostra.
Con la solidarietà dell’opinione europea, nonostante il Congresso di Vienna, molti popoli continuavano a credere nella libertà. Nel frattempo (1825) nell’America meridionale, tutti i grandi imperi coloniali della Spagna e del Portogallo riescono a liberarsi dai vincoli commerciali con la Madre Patria grazie all’appoggio della Gran Bretagna e degli Stati Uniti, che ufficialmente dicono di essere neutrali ma invece sostengono i ribelli.
Una volta raggiunta l’indipendenza, solo il Brasile mantiene la sua unità, mentre la parte spagnola del continente si frantuma in un sacco di stati indipendenti

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