marzito di marzito
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LE CORRENTI POLITICHE DEL RISORGIMENTO

Nei decenni successivi al 1830 il panorama economico sociale dell’Italia si presentava molto differenziato, sotto il profilo agrario nella fascia lombardo-piemontese della Pianura Padana si sviluppa la grande azienda capitalistica, nelle zone montuose delle Alpi e degli Appennini prevaleva un’agricoltura contadina povera di sussistenza. Nel Italia centrale la mezzadria ostacola un effettivo ammodernamento; nei latifondi laziali e meridionali strutture agrarie e rapporti sociali restano arretrati. In Piemonte e in Lombardia si verifica un primo sviluppo dell’industria tessile. Nel Regno delle due Sicilie la nascita di grossi stabilimenti non innesca una duratura crescita economica,data la ristrettezza del mercato e la carenza di infrastrutture.
In Italia si fa un’analisi del perché sono andate male tutte queste società segrete: la carboneria, tutti i moti rivoluzionari del 20-21-30-31, i quali erano tutti falliti in Italia. Mazzini analizza una inadeguatezza assoluta della situazione italiana, per esempio un sud povero e arretrato, una società meridionale estremamente arretrata (mancavano le ferrovie), i gruppi dirigenti che non tenevano conto dei desideri del popolo. Quindi si erano delineate due questioni: la questione meridionale (spirito nord-sud) e la questione sociale (spirito ricchi capitalisti-poveri proletari) questione vuol dire problema aperto.

Mazzini che aveva fatto parte della carboneria, era stato arrestato poi esiliato in Francia, entra in contatto con gruppi francesi sia democratici, sia repubblicani e incomincia ad analizzare il perché di questi fallimenti. Individua nella stessa carboneria i motivi che avevano portato al fallimento, anche se la carboneria era nata con le migliori intenzioni, ma era fallita per due motivi principali:


    1 la segretezza che aveva impedito il consenso della gente.
    2 La mancanza di un programma ben definito, mancando un programma si erano create incertezze sul cosa fare e divisioni.

La Giovine Italia che fonda Mazzini nel 1831 invece avrà un programma di rigenerazione spirituale, morale di tutto il popolo italiano. Il motto della Giovine Italia sarà di avere un’Italia libera, indipendente e repubblicana. Una voleva dire basta con tutte queste divisioni, ma un’Italia unita, libera e indipendente anche da altre forze politiche e repubblicana perché Mazzini ritiene che un re abbia troppe competenze, troppe forme di potere per poter credere nell’unità d’Italia. Tutti i popoli hanno il diritto di libertà e quando sono oppressi, è loro dovere riconquistare la loro patria anche attraverso la rivoluzione, così come il popolo italiano deve lottare contro l’Austria per la liberazione dei popoli oppressi e la creazione di una nuova Europa unita e democratica. La libertà e l’indipendenza di una nazione si raggiungono non per mezzo delle sette, ma attraverso il sacrificio e l’opera concorde di tutto il popolo. Secondo Mazzini la condizione necessaria per l’esistenza e il progresso di una nazione è l’unità e l’unica forma legittima di governo è la Repubblica nella quale si esprime la volontà del popolo.

Mazzini inoltre dice la grande Roma che è stata la Roma degli imperatori, la Roma dei Papi dovrà diventare la grande Roma che guiderà la nuova Europa dei popoli ed era basato su questo binomio “Dio e il popolo” all’insegna anche della religione, ma all’insegna del popolo.
Mazzini inoltre dice non aspettiamoci dal popolo una cosa di questo genere, ma dobbiamo farla partire dagli intellettuali, non sarà una rivoluzione che parte dal basso e arriva in alto, ma devono essere gli intellettuali che hanno studiato di più, che hanno capito di più che partendo dall’alto scenderanno verso il basso facendo capire a tutti i vari ceti quello che è meglio per l’Italia in quel momento. Il suo movimento si allargherà anche in Europa e fonderanno la Giovine Europa per il raggiungimento dell’unità nazionale, per avere un’Europa composta da nazioni libere, democratiche e repubblicane. Sarà poi attraversata dalla famosa tempesta del dubbio dove vedrà moltissimi patrioti morire perché credevano fondamentalmente nelle sue idee, tra i più famosi i Fratelli Bandiera, varie popolazioni del sud che si ribellarono in nome di Mazzini, i quali verranno arrestati, fucilati, imprigionati.
In questo periodo abbiamo altri pensatori come Gioberti, che era un prete piemontese che scrisse Il primato morale e civile degli italiani e prende il nome di neo-guelfo, perché propone che tutti gli stati siano sotto la Chiesa. Neo-guelfo=nuovamente il potere deve essere quello del Papa.
In questo stesso periodo inizia a comparire il Monsignore Benito Benso conte di Cavour, il quale non sarà affatto d’accordo e afferma “libera Chiesa, libero Stato” e comincia a comparire con un articolo scritto su una rivista “l’importanza delle ferrovie” come simbolo del progresso.
Abbiamo poi Carlo Cattaneo, il quale vuole che l’Italia sia un paese moderno, però c’è troppa divisione politica fra i vari stati, cioè ci sono troppe differenze tra le varie regioni e pertanto propone uno Stato federale che secondo lui è l’unico modo possibile per l’Italia in quel momento visto che le differenze tra regione e regione sono troppo profonde.
Abbiamo poi Balbo, il quale propone che l’Italia sia sotto il re, sotto la dinastia sabauda e scrive delle speranze d’Italia, la speranza era il re.
Praticamente si inizia a parlare d’Italia unita ma unita o sotto il Papa o sotto il re, visto che tutti i moti della Giovine Italia fra il 1833-34 erano falliti, quindi gli altri pensatori sono contrari a strategie insurrezionali.

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