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Scienza
Il Settecento fu anche un secolo di progressi scientifici. Antoine-Laurent Lavoisier gettò le basi della chimica moderna, individuando i principali gas presenti nell’aria (in particolare l’ossigeno) e la loro importanza nella combustione (il processo del bruciare) e nella respirazione. Egli fissò il campo di studio della chimica (la composizione dei corpi e le loro relazioni) e stabilì l’esistenza di almeno 33 elementi in natura, mentre secondo la tradizione dell’antichità greca tutto ciò che esiste era formato solo da quattro elementi: aria, acqua, terra, fuoco.
Gli esperimenti e le teorie di Lavoisier furono aspramente criticati da molti studiosi, ancora legati alle teorie precedenti, ma essi finirono per essere largamente accettati.
Ugualmente importanti furono i primi studi sull’elettricità, condotti dal fisico Alessandro Volta (1745-1827): a lui si devono la definizione di alcuni concetti fondamentali (tensioni, carica) e l’invenzione del primo apparecchio a pila, in grado di generare corrente elettrica. Anche le sue scoperte furono criticate, prima di essere condivise e dargli una fama mondiale.

[img]http://http://vocearancio.ingdirect.it/wp-content/uploads/2011/05/antoine_lavoisier.jpg[/img] Lavoisier


I giornali
Nel Settecento ebbero notevole sviluppo i giornali. I primi erano apparsi all’inizio del Seicento, nell’Europa occidentale (ma in Spagna comparvero solo nel 1716): contenevano poche notizie ed avevano una cadenza settimanale o, dalla seconda metà del secolo, quotidiana.
All’inizio del Settecento comparvero anche i primi giornali politici, ma solo in Inghilterra, dove esisteva una notevole libertà di stampa ed una partecipazione più allargata al potere. In Stati come la Francia e l’Italia la pubblicazione di giornali politici non fu possibile fino al periodo rivoluzionario, perché il potere era nelle mani di re che non avrebbero accettato di veder discusse le loro scelte politiche.
Nel Settecento i giornali cominciarono a pubblicare anche articoli scientifici e letterari: l’aumento del livello di istruzione aveva infatti portato alla formazione di un pubblico più ampio, interessato alle novità culturali.

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