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LA SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Nell’ultimo quarto dell’800 quasi tutta l’Europa fu coinvolta in nuovi processi di trasformazione produttiva. Si è perciò parlato di “SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE” con caratteri in parte simili alla prima: innanzitutto è un fenomeno che abbraccia l’intera Europa, mentre la prima rivoluzione industriale nacque e si sviluppo nell’ambito della sola Gran Bretagna, interessando Francia, Belgio, Russia, Germania, e Italia. L’agricoltura attraversò un lungo periodo di sovrapproduzione, al quale, ovviamente, seguì un deprezzamento dei beni prodotti, e non l’aumento dei prezzi che aveva caratterizzato la prima.
La produzione manifatturiera crebbe grazie allo sviluppo di nuove tecnologie che applicavano le nuove scoperte scientifiche al ciclo produttivo. Vennero utilizzate nuove fonti di energia come il petrolio, che ora poteva essere utilizzato grazie alle nuove tecniche di estrazione, e l’energia elettrica , grazie all’invenzione della dinamo e della turbina.

Al ferro si sostituì l’acciaio , la cui fabbricazione divenne più conveniente grazie ai forni Martin e Bessemer.
La ricerca chimica portò all’invenzione di resine sintetiche , coloranti, tecniche di refrigerazione, e contribuì all’invenzione della dinamite, da parte di Alfred Nobel, la quale offrì la possibilità di realizzare grandi lavori come la costruzione di strade e trafori. Infatti in questo periodo si dette l’avvio alla costruzione di grandi vie di comunicazione transcontinentali : da New York a San Francisco, dall’Argentina al Cile e la Transiberiana che congiungeva Mosca con Pechino. Venne aperto il Canale di Suez e si progettò l’apertura del Canale di Panama
Quindi i decenni successivi al 1870 furono segnati da un intenso sviluppo delle comunicazioni, grazie alla navigazione , in cui il motore si sostituì definitivamente alla vela, dovuto all’enorme contributo delle trasmissioni via radio ( realizzate per la prima volta da Guglielmo Marconi che inventò il telegrafo senza fili).
Un nuovo imput nelle comunicazioni venne dato anche da Antonio Meucci , inventore del telefono , poi perfezionato dall’americano Bell.
L’efficienza e la rapidità dei trasporti di materie prime permise l'accumulo di capitale incamerato in seguito ai commerci, rendendo possibili gli investimenti necessari alla creazione delle prime fabbriche o opifici. Per utilizzare a pieno le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie sembrò indispensabile disporre di grandi capitali, in misura maggiore rispetto al passato. Nacque quindi l’esigenza di grandi istituti di credito in grado di raccogliere denaro su larga scala : le BANCHE. In questo periodo si parla capitalismo finanziario: i possessori di capitali assunsero un ruolo di ruolo predominante nel controllo delle imprese da essi stessi finanziate, stabilendo un legame strettissimo tra banca e industria.

Le conseguenze economiche e le missioni esplorative.
Il miglioramento delle reti di comunicazione pose la produzione industriale di fronte alla condizione di dover soddisfare le esigenze di un mercato mondiale. Non tutte le industrie ne erano capaci cosi che le industrie più grandi cominciarono ad assorbire quelle più deboli all’interno di vaste concentrazioni industriali, oppure molte imprese per combattere gli effetti negativi della concorrenza strinsero accordi che potevano dividersi:
- “trust”, dall’inglese “ cartello”: si tratta di una situazione in cui diverse società accettano regole comuni per quanto riguarda prezzi e quantità delle merci prodotte , per non essere danneggiate dalla concorrenza;
- -amalgamazione, che prevede la fusione di imprese produttrici di una stessa merce;
- Trust, dall’inglese concentrazione: associazione di tutti gli impresari di un determinato ramo industriale
Intorno al 1890 si vennero delineando gigantesche concentrazioni industriali:
- concentrazioni verticali: tutte le fasi di produzione sono in mano ad un unico imprenditore come ad esempio l’inglese Armstrong , che possedeva miniere do ferro , carbone, fonderie, accaierie, cantieri navali, industrie meccaniche e fabbriche di armi.
- Concentrazioni orizzontali: si tende a stabilire un monopolio su una determinata produzione.

Venne abbandonato il principio della libera concorrenza e vennero adottate misure protezionistiche sempre più agguerrite.
Alle accresciute dimensioni del mercato e con le nuove tecnologie nacque un nuovo modo di produrre: si trattava di prodotti standardizzati e su vasta scala e per approfondire questi aspetti della produzione , a partire dal 1893 nelle fabbriche fu introdotto un nuovo sistema di organizzazione del lavoro, messo a punto dall’americano Frederick W. Taylor.
Secondo tale organizzazione , il “ taylorismo” , la produzione veniva suddivisa in tante fasi e ognuna doveva svolgersi in un tempo prefissato , dettato dalle macchine , cosi che il ruolo dell’operaio si subordinava a quello della macchina e consisteva nel ripetere costantemente le stesse , facili, operazioni.

Ma la necessità di nuove materie prime spinse ad un espansione coloniale, come ci insegna Carl Marx, ma che mirava anche ad offrire occasioni di lavoro e di guadagno. D’altra parte la nuova espansione coloniale andava anche a verificare i rapporti di forza tra le potenze. Tutto ciò portò alla conquista da parte della Francia di Tunisia, Congo, Dohomey e Madagascar. La Gran Bretagna Conquistò Somalia, Nigeria, occupò l’Egitto e alla Germania toccarono Camerun , Togo e Africa di Sud-Ovest.

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