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La Francia e la quarta fase della guerra dei 40 anni

Nel frattempo la Francia risolse i suoi problemi interni. Il re francese aveva scaricato i suoi impegni sul suo primo ministro che era il cardinale Armand Richelieu. La quarta fase è detta anche fase francese in cui intervenne la Francia che si alleò con i protestanti contro l’Impero e la Spagna per evitare la loro espansione. Questa fase durò dal 1636 al 1348 (?) ed ebbe fasi alterne. Vallenstein rimase ucciso e alla fine vinse la Francia. La battaglia decisiva avvenne nel 1643 con la battaglia di Rocroi in cui vinse l’esercito francese. La guerra si trascinò ancora per qualche anno, ma infine, nel 1648, fu firmata la pace di Vestfalia che sancì la fine della Guerra dei trent’anni. In realtà ci fu uno strascico perché la Francia e la Spagna continuarono a combattere tra di loro fino al 1658, quando si definì la sconfitta della Spagna che dovette cedere il controllo dei Pirenei alla Francia. La pace di Vestfalia decise che l’Impero dovesse essere frammentato in circa 350 staterelli indipendenti dal potere imperiale. La Spagna uscì con le ossa rotte dalla Guerra dei trent’anni e dovette riconoscere definitivamente la perdita dell’Olanda e una parte di Belgio. La flotta spagnola era stata distrutta e la Spagna andò progressivamente verso il fallimento. Per la Spagna la pace di Vestfalia sancì l’inizio del declino. D’altra parte emersero nuove potenze come l’Olanda (che si lanciò nelle conquiste coloniali), la Svezia (che riuscì a conquistare dei territori tedeschi sul mar Baltico) e la Francia (che si è ingrandita considerevolmente a danni della Spagna ed è una delle maggiori potenze continentali). L’Impero, dopo ad aver perso il controllo della Germania, cercò di espandersi nei Balcani. In campo religioso, il cuius regio eius religio venne esteso anche al calvinismo e fu abolito l’editto di restituzione. Poi si stabilì che la Svizzera sarebbe rimasta neutrale. La Valtellina ritornò sotto il controllo elvetico.

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