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Italia e signorie

L’umanesimo e il rinascimento: il termine umanesimo (derivato da umanista, humanae litterae) designa un vasto processo di rinnovamento culturale che cominciò a manifestarsi in Italia sul finire del ‘300, primi decenni ‘400. Alla base sta il predominio della cultura classica che, a differenza del medioevo dove aveva avuto valore decorativo, nell’umanesimo divenne modello di vita per ogni campo del sapere. I principali umanisti furono Poggio Braccolini, Leonardo Bruni e Francesco Tetrarca che fu il primo ad esporre nelle sue opere la necessità di un ritorno allo studio degli autori antichi per copiarne stile e virtù. Furono così letti e riletti i classici che circolavano ma si andò anche a frugare nei monasteri dove si trovarono importanti testi (Coluccio Salutati). Progredì anche la conoscenza della lingua e della letteratura greca. Numerosi eruditi greci giunsero in Italia, a causa della minaccia turca su Costantinopoli, e insegnarono la cultura greca. Rinacque la filologia cioè la scienza che consente di restituire testi il più possibile vicini agli originali sanando errori, modifiche ecc.. il fondatore fu Lorenzo Valla.


La dignità dell’uomo: la dignità dell’uomo è il tema centrale dell’umanesimo e viene celebrata attraverso il valore attribuito alle arti, alle tecniche. Autori di testi che esaltano l’uomo sono Pico della Mirandola e Leon Battista Alberti. La nuova immagine umanistica si fondava su una profonda laicizzazione, ovvero affermazione dell’autosufficienza e del valore autonome delle attività umane. L’umanesimo si accompagnò a una straordinaria fioritura delle arti e del pensiero chiamata rinascimento. Rinascimento sta come rinascita dopo il medioevo, vista come epoca barbara e oscura. Nell’Italia, soprattutto a Firenze, si ebbe una concentrazione di geni. Per spiegare tale fenomeno è impossibile dare una causa unica, ma si possono individuare alcuni fenomeni che hanno favorito il processo: la libertà cittadina, l’alta concentrazione di attività artigianali e industriali, lo studio del diritto romano e le numerose biblioteche.


Le scienze naturali: tramontò con la cultura umanistica l’idea di natura come regno del peccato opposta alla purezza spirituale. La natura fu intesa come una splendida immagine di Dio. L’evoluzione della scienza fu affiancato dalla magia e dal misticismo, anche se prevalsero a poco a poco i metodi razionali di ricerca. È sempre presente infatti la figura dell’alchimista. Nasce con Vesalio l’anatomia moderna e il corpo umano è descritto minuziosamente grazie a un’osservazione diretta grazie alla dissezione dei cadaveri che diventò legale. L’evento più importante del pensiero scientifico fu l’opera di Niccolò Copernico che propose un modello eliocentrico che vedeva la terra muoversi intorno al sole. Questa teoria portò molte reazioni tra ci lo sdegno della Chiesa.


L’èlite creativa: in Italia, da parte alle masse di contadini, si sviluppò un gruppo di artisti, letterati ecc.. che contribuì in modo fondamentale allo sviluppo culturale. Questa èlite proveniva per la maggior parte dalla Toscana e gli artisti erano per lo più figli di artigiani.


Rinascimento e religione: il rinascimento, nonostante l’affermazione dell’autonomia del sapere e dei valori umani, non fu ne ateo ne pagano. Erasmo da Rotterdam, il massimo umanista d’oltralpe, applicò la filologia ai testi sacri e affermò la necessità di leggere i testi sacri nella lingua originale e non solo in latino. Nell’elogio alla follia, Erasmo critica attraverso l’ironia qualsiasi forma di superstizione ma anche la corruzione della chiesa.

Rivoluzione delle comunicazioni: la rivoluzione delle comunicazioni ebbe inizio con l’invenzione della stampa a caratteri mobili da parte di Gutenberg che ebbe l’idea di costituire caratteri mobili incidendo le singole lettere su blocchetti di legno. Così si potevano comporre rapidamente le pagine dei libri e riprodurre più copie. Il primo libro fu la bibbia in latino (1457). Le stamperie si diffusero in Germania e poi nell’Europa intera. Aumentò il numero di libri e diminuì anche se minimamente il costo. Ora si potevano leggere libri a casa propria senza cercarli nelle biblioteche ma orinandoli semplicemente su dei cataloghi. Si allargarono gli orizzonti culturali e si iniziarono a confrontare libri diversi.

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