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La nascita dell imperialismo

In tutti i principali paesi europei, le masse popolari ormai in gran parte alfabetizzate iniziavano a nutrire una coscienza dei propri diritti. Un metodo che venne utilizzato più o meno consapevolmente dalle classi dirigenti europee per contenere questo fenomeno era rappresentato dal nazionalismo. Si parla di un processo di nazionalizzazione delle masse popolari che avveniva attraverso le scuole elementari, i giornali e i miti collettivi come le feste nazionali e la bandiera. In questo periodo si diffuse anche il razzismo e iniziò l’imperialismo coloniale. Le teorie di Darwin furono piegate alla società per giustificare il fatto che i più deboli e poveri perissero a discapito dei più forti e ricchi. Il darwinismo sociale era un’espressione del razzismo e dell’egoismo perché affermava che fosse giusto che i poveri e i diversi rimanessero tali e fossero da discriminare.

Diversi stati europei imposero il protezionismo per proteggere le proprie industrie, ma il protezionismo era una mossa economica che creava tensioni tra stati.
Nell’ultimo trentennio dell’Ottocento si assistette a un impetuoso sviluppo coloniale che prende il nome di imperialismo, che portò alla fine del XIX secolo ad avere gran parte del mondo sotto il controllo europeo. Anche il protezionismo creava tensioni e spesso si arrivò a un passo dalla guerra che però fu sempre evitata. Francesi e inglesi rischiarono la guerra perché entrambi miravano a unire i propri territori conquistati e per qualche giorno i due eserciti si ritrovarono molto vicini, in Sudan. Poi però con la diplomazia la guerra venne evitata.

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