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I motivi della nascita dell’imperialismo

I motivi della nascita dell’imperialismo erano diversi. In quel tempo l’economista inglese John Atkinson Hobson scrisse un saggio dedicato all’imperialismo che divenne un’opera molto importante perché venne ripresa anche da Lenin e da alcuni storici marxisti. Secondo Hobson l’espansione colonialistica europea è da spiegarsi come un prodotto della seconda rivoluzione industriale, ossia dei cambiamenti del capitalismo di fine Ottocento. Dopo la prima guerra mondiale l’economista tedesco Joseph Alois Schumpeter elaborò uno studio che contestava la teoria di Hobson con argomenti economici. Infatti mise in luce che l’imperialismo era economicamente improduttivo perché la conquista dei territori coloniali costava parecchio e non garantiva profitti adeguati. Schumpeter escluse il fatto che gli stati europei avessero intrapresero la via del colonialismo per ragioni economiche. Propose invece un’altra soluzione: l’imperialismo era dovuto alla mentalità ormai superata delle classi dirigenti europee che ritenevano che più territori si conquistavano e più si era forti. Per lungo tempo le interpretazioni di Hobson e Schumpeter erano quelle più autorevoli e adottate dagli storici. Negli anni settanta del Novecento il neozelandese David Kenneth Fieldhouse rifletté intorno all’imperialismo e mise in luce degli aspetti importanti. Chiarì che bisognava distinguere il colonialismo di ogni paese e sottolineò che in gran parte dei casi l’espansione coloniale non era partita da decisioni prese a tavolino, ma era frutto di sollecitazioni nate nel mondo coloniale. Nel caso dell’Inghilterra infatti l’imperialismo nacque perché le colonie erano minacciate dai vicini. Per esempio la Nuova Zelanda era stata conquistata perché i Maori avevano massacrato i coloni inglesi che dall’Australia avevano osato avvicinarsi alla loro isola. I francesi intrapresero l’imperialismo perché erano stati umiliati nel 1870 dai tedeschi e cercavano così un riscatto conquistando territori d’oltremare. I tedeschi avevano iniziato a conquistare territori coloniali per motivi di prestigio. L’interpretazione di Fieldhouse fu fondamentale per l’analisi di questo fenomeno storico. L’imperialismo fu un ulteriore aspetto che contribuì a creare tensioni che poi portarono allo scoppio della prima guerra mondiale. C’era inoltre la convinzione che con le nuove avanguardie tecnologiche la guerra sarebbe durata pochi giorni. A questo andava aggiunto anche la diffusione delle nuove idee futuristiche che esaltavano la guerra come “igiene del mondo” e come prova del valore personale di ogni uomo. Gli europei infine non assistevano a guerre importanti dai tempi di Napoleone e non avevano idea di che cosa avrebbe provocato una guerra con così tante grandi potenze coinvolte.

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