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Le idee illuministiche cambiano l'economia e la società

Dalla seconda metà del Settecento la diffusione dell’illuminismo determinò importanti cambiamenti nella società tra cui l’alfabetizzazione e una diminuzione delle nascite. Questo avvenne grazie all'Illuminismo che provocò un cambiato senso della religiosità e a una minore influenza della chiesa. Le trasformazioni della società crearono il bisogno però anche di un nuovo sistema economico che avrebbe soddisfatto i bisogni di tutti; perciò alcuni studiosi elaborarono una scienza economica che diede origine a due dottrine: la fisiocrazia e il liberismo. La fisiocrazia,a opera di François Quesnay, sosteneva che il mondo economico fosse regolato da leggi naturali uguali a quelle della fisica. I fisiocratici sostenevano che bisognava sopprimere i monopoli e abolire i dazi, e che la ricchezza fosse dovuta dall'agricoltura. Il liberismo,invece, a opera di Adam Smith,sosteneva che il mondo economico fosse un laboratorio in cui il lavoro costituisce la vera fonte della ricchezza. I liberisti sostenevano che bisognava abolire i privilegi di tipo feudale e dividere il lavoro, in modo da aumentare la produzione,diminuire i costi e abbassare i prezzi. La diffusione dell’illuminismo favorì anche il cosmopolitismo, una dottrina che considerava il mondo come un unico stato di cui gli uomini sono i cittadini. Di conseguenza portò gli illuministi ad appoggiare con solidarietà tutti quelli che combattevano per la libertà e il dispotismo.

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