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Moti Europei

Inizialmente si ha un unione fra liberalisti e democratici per ottenere una costituzione nei paesi sottomessi alle monarchie assolute (moti del ’20). Poi però ci fu una divisione in base alle decisioni da prendere per la creazione dei nuovi stati:
1) democratici = uguaglianza sociale e politica, anche alle frange più radicali
2) liberalisti = uguaglianza teorica, e potere ai pochi

I moti del 1820-21
l’aspetto comune dei moti di questo periodo è che si svilupparono tutti in fasi di crisi economica, spesso concomitanti con le carestie. La rivolta spagnola e la rimessa in vigore della costituzione del 1812 fu un modello per gli altri paesi.
Altro elemento comune è l’illusione di una collaborazione con i sovrani. In rapida successione si ebbero rivolte anche nel Regno delle Due Sicilie, in Portogallo e in Piemonte; furono però solo vittorie temporanee: con confessi le potenze della S. Alleanza si riorganizzarono e tra il 1822-’23 viene ristabilito l’ordine; dopo la repressione si era messo in evidenza il malcontento del popolo e la facilità con la quale i rivoluzionari potevano mettere in crisi il sistema ? messa in atto repressione violenta. La sconfitta convinse i rivoluzionari che bisognava smuovere le masse per avere successo.

Moti del 1830
* Francia: sale al trono Carlo X; i moderati vincono le elezioni; Carlo X emana 4 ordinanze con cui scioglie la camera e abolisce le libertà di parola e stampa. Insurrezione di Luglio a Parigi guidata dalla grande e dalla piccola borghesia; il re deve abdicare e sale al trono Filippo d’Orleans; viene richiesta una nuova costituzione. La rivoluzione viene detta “3 giorni gloriosi”.
Belgio: la rivoluzione non nacque da cause politiche ma dal sentimento nazionale; Belgio e Olanda sono uniti dopo il Congresso di Vienna; dopo la rivoluzione nel ’31 nasce il Regno del Belgio con un regime costituzionale.
* Italia: i moti iniziano dai ducati di Parma, Modena e dalle città pontificie.
* Inghilterra: non vi sono rivoluzioni ma continue riforme che mutano progressivamente l’aspetto politico del paese conducendolo verso la libertà. In seguito alla riforma elettorale (Reform Act ’32) la classe operaia comincia a organizzarsi in associazioni. Vi furono i primi scioperi che furono però duramente repressi; nascono le Trade unions e il cartismo (da lotte per le rivendicazioni salariali a rivendicazioni politiche).

Moti del 1848
* Francia: la borghesia da esplodere la rivoluzione di Febbraio che costringe Filippo I ad abbandonare la carica e viene proclamata la Seconda Repubblica che istituisce un organismo provvisorio al quale partecipano tutte le classi sociali; le elezioni di Aprile portarono alla maggioranza della borghesia moderata; Luigi Bonaparte eletto presidente della repubblica.

* Vienna (13 Marzo): le agitazioni iniziarono appena si diffuse la notizia degli avvenimenti di Parigi; una manifestazione studentesca coinvolse l’intera popolazione, costringendo Metternich a lasciare il governo.
* Milano (18-22 Marzo): quando giunse la notizia dell’allontanamento di Metternich, la città insorse costringendo le truppe austriache alla ritirata dopo le cinque giornate di combattimenti; fu costituito un governo provvisorio formato da moderati, anche se a condurre la lotta erano stati gli artigiani, operai e i piccoli borghesi.
Venezia: insorge e fu ripristinata la Repubblica (17 Marzo).
Governi provvisori liberali si erano costituiti anche nei ducati di Modena e Parma. Il governo milanese si rivolse a Carlo Alberto perché assumesse la direzione di quella che si incominciava a chiamare 1° guerra di indipendenza. Carlo Alberto dichiara quindi guerra all’Austria che coinvolse anche Toscana, Roma, Napoli. Carlo Alberto, dopo la ritirata dei sovrani italiani, fu battuto a Custoza e costretto a firmare l’armistizio. La direzione della lotta per l’indipendenza passò allora nelle mani dei democratici; nel ’49 vi furono iniziative tese a spodestare i sovrani dei vari stati. I moderati preoccupati, convinsero Carlo Alberto a riprendere la lotta contro l’Austria, ma sconfitto nuovamente, abdicò in favore di Vittorio Emanuele II. A Napoli Ferninando II revocò la costituzione, in Toscana si mobilitò Luigi Bonaparte e anche Venezia fu costretta a capitolare. Ancora una volta uscì vincitrice la borghesia moderata che aveva ripiegato su posizioni di compromesso con le forze conservatrici.

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