Ominide 30 punti

Dopo la stipulazione della pace di Lodi nel 1454 la Politica dell’Equilibro perdura per ben quarant’anni fino al 1494 con le guerre horrende de Italia. Tutto inizia nel 1494 quando Carlo VIII di Valois invade l’Italia con la pretesa principale di riconquistare il Regno di Napoli (angioini dinasticamente legati ai Valois). Obiettivi secondari ma non meno importanti riguardano il fatto di stabilire una egemonia nel Mediterraneo con il controllo del sud italiano allo scopo di influenzare gli stati del centro-nord chiudendoli in una morsa.
L’occasione per Carlo VIII di mettere in atto il suo piano si presenta quando Ludovico Sforza chiede l’aiuto del sovrano francese (da parte del figlio Gian Galeazzo) maritato con la figlia di Alfonso II d’Aragona (sovrano del regno di Napoli) il quale presenta interessi di influenza politica su Milano.
Dato il gran numero di militari la discesa del francese si mostra più come una semplice marcia dove le città italiane aprono le porte al sovrano senza opporre resistenza. Prima di tutti il ducato di Savoia, segue Ludovico il Moro, Venezia, Firenze (17 novembre 1494, cacciati i Medici si instaura una repubblica, al potere il domenicano Girolamo Savonarola), papa Alessandro VI e per finire il 22 febbraio 1495 Napoli apre le porte.

Con l’arrivo di Carlo VIII a Napoli le tre potenze italiane (Milano, Venezia e Roma) si sentono minacciati dalla potenza del regno. Ottenendo il supporto di tutti i principi italiani si forma la Lega Santa (così chiamata data l’adesione del pontefice) con l’aiuto di Spagna e Inghilterra. Venuto a conoscenza della lega e preoccupato dell’ostilità dei baroni del partito angioino Carlo VIII abbandona Napoli e comincia una ritirata verso la Francia. Con la battaglia di Fornovo riesce ad aprirsi un varco e rientrare nel suo territorio.
Carlo VIII muore nel 1498 e gli succede Luigi XII d’Orleans che rivendica i diritti dinastici sia su Napoli che su Milano (discendente anche dei visconti) promuovendo una nuova discesa in Italia. Obbiettivo principale era da subito Ludovico il Moro. Una serie di alleanze ha inizio: Venezia di allea con la Francia in cambio di un’espansione, si aggiunge la Svizzera e papa Alessandro VI Borgia (Luigi da in sposa a suo figlio Cesare una nobildonna e diventa duca di Valentinois). Prime campagne militari permettono la conquista di Milano e del porto di Genova, poi un’alleanza con la Spagna permette la conquista del sud Italia (spartizione del regno tra francesi e spagnoli). La spartizione crea però conflitto ed è di nuovo guerra fra le due corone, vince la Spagna (annessione di Napoli, Trattato di Lione 1504).
La successiva morte di papa Alessandro VI rovescia nuovamente la situazione. Venezia ha la possibilità di espandersi in quanto i territori e le cariche concesse dal re di Francia con il papa non hanno più valore, tra queste Cesare Borgia perde sia il titolo che il territorio.
Una nuova lega è pronta a formarsi, papa Giulio II ne è al comando: gli stati italiani, la Francia, la Germania e ovviamente lo stato pontificio, si riuniscono sotto la Lega di Cambrai allo scopo di cancellare lo Stato da Tera dei veneziani. Nel 1509 Venezia vede invase le proprie terre, non vengono però conquistati tutti lasciando un certo grado di potere ai veneziani (erano importanti per l’economia e gli altri stati italiani ne erano, in un certo senso, legati).
Capovolgimento della situazione si ha nel 1511 con la formazione della Lega Santa (stato della chiesa, Venezia, Spagna, Impero, Inghilterra) che sconfigge Luigi XII nella battaglia di Ravenna.
Dopo quest’ultima battaglia il nord Italia non è più in mano a stranieri, tutto torna come prima; il sud rimane in mano agli spagnoli.
La tensione rimane e nel 1516, con la morte del re di Spagna, viene firmala la Pace di Noyon si stabilisce un nord Italia francese e un sud spagnolo; l’accordo non dura a lungo. È infatti il momento della venuta di Carlo V d’Asburgo che sale al trono di Spagna e dell’impero.
Come sappiamo Carlo V sconfigge i francesi e conquista Milano, nasce la paura di aspirazioni universalistiche. Si forma la Lega di Cognac dove aderiscono gli stati italiani, la Francia e l’Inghilterra, Carlo V interviene e riconquista Milano che nel frattempo si era ribellata. A Firenze vengono ricacciati i medici e riproclamata la repubblica mentre il Sacco di Roma da parte degli Asburgo sembra essere il punto di partenza per risolvere la questione italiana. Dato l’oltraggio che ha subito Roma, Carlo V promette al papa il ritorno dei Medici e l’elevazione del territorio a ducato. Per quanto riguarda Milano promette il trono a Francesco II Sforza fino alla sua morte (Pace di Barcellona, 1529), Carlo chiede in cambio l’elezione ad Imperatore e il riconoscimento dell’Impero. Con la pace di Cambrai risolve i problemi con la monarchia francese.
Papa Clemente VII e Carlo V il 1 gennaio 1530 firmano la pax universalis in Europa, in seguito alla cerimonia di consacrazione dell’imperatore.
Le ultime due paci non mettono fine alle lotte per l’egemonia. L’occasione si ripresenta con la morte di Francesco II Sforza cui legittimo successore secondo accordi sarebbe stato Carlo V ma un attacco a sorpresa di Francesco I cambia il corso degli eventi. Il sovrano ottiene l’appoggio di Genova e dell’Inghilterra invadendo Milano dando inizio ad un conflitto più largo dei precedenti.
La pace di Crépy (1544) ribadisce la rinuncia francese ai diritti su Napoli e quella spagnola sulla Borgogna, mentre la pace di Cateau-Cambrésis (firmata dai successori di Carlo V e Francesco I) assicura alla spagna Milano, Sicilia, Sardegna e Napoli instaurando l’egemonia spagnola nel sud Italia.
Infine Savoia e il Piemonte vengono riconquistati dalla dinastia sabauda nella battaglia di San Quintino nel 1557 contro i francesi.

Hai bisogno di aiuto in Storia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email