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Guerre europee nel 1500

La guerra tra Spagna e Inghilterra: Mentre l’Inghilterra s’arricchiva si infittivano le manovre cattoliche per abbattere Elisabetta a favore di Maria Stuart. La Santa Sede e la corona spagnola mandarono missionario gesuiti per tentare di convertire gli inglesi e agenti segreti incaricati di provocare sommosse e di uccidere la regina. Queste trame facevano capo a Maria Stuart che non aveva mai abbandonato l’idea di impadronirsi dell’Inghilterra. In Irlanda il cattolicesimo era radicato saldamente. L’odio degli inglesi verso Roma e la Spagna, accusate di tentare di uccidere Elisabetta, portò alla persecuzione di centinaia di cattolici, soprattutto missionari, che vennero torturati e mandati al rogo. Intanto gli inglesi chiedevano alla regina Elisabetta la morti di Maria Stuart: in seguito alla scoperta di un'altra congiura, Elisabetta, dopo diverse esitazioni, condannò a morte Maria Stuart che fu giustiziata nel 1587. La guerra tra Spagna e Inghilterra divenne così inevitabile: Filippo II decise di attaccare direttamente l’Inghilterra e o fece nel 1588 con una flotta denominata L’invincibile armata. La flotta inglese però, veloce e dotata di lunga gittata, sbaragliò la flotta Spagnola e il sogno di Filippo II di edificare un impero cristiano svanì. Le guerre di religione in Francia: le divisioni religiose, unite al malessere sociale a una grave crisi politica condussero nel ‘500 a una guerra civile. Alla morte di Enrico II nel 1559 salì al trono Francesco II che durò 1 solo anno. Gli successe Carlo IX (10 anni) guidato da Caterina de Medici. Ai problemi economici si era aggiunto quello degli ugonotti (Calvinisti) che erano aumentati notevolmente. Queste spaccature avevano un riscontro anche nella nobiltà di corte dove si contrapponeva alla fazione cattolica dei Guisa quella protestante di Coligny. Caterina cercò di operare una politica di pacificazione religiosa ma il suo intento fallì. Nel 1562 i Guisa sventato un tentativo di colpo di stato degli ugonotti presero le armi e ne uccisero un gran numero. Un accordo di pace del 1563 fu presto messo in crisi da un nuovo massacro: la notte si San Bartolomeo (1572) quando migliaia di ugonotti furono trucidati dal popolo di Parigi antiprotestante. Si formò un gruppo, i politiques, che propugnava la lotta al fanatismo e la pacificazione religiosa. Alla morte di Carlo IX salì al trono suo fratello Enrico III: la fazione protestante si riorganizzò sotto Enrico di Borbone e quella cattolica sotto Enrico di Guisa. Dopo la disfatta contro gli Inglesi ci fu un clamoroso voltafaccia del re che fece assassinare Enrico di Guisa e si alleò con il Borbone. Enrico III lasciò il suo regno al Borbone con la condizione che egli si convertisse al cattolicesimo. Il Borbone salì al trono come Enrico IV nel 1589 e dopo aver evitato una guerra contro gli spagnoli e il papa, nel 1593 si proclamò cattolico: nel 1598 Francia e Spagna firmarono la pace di Vervins e nello stesso anno fu firmato l’editto di Nantes con il quale gli ugonotti si videro riconosciuti gli stessi diritti politici dei cattolici.

Rafforzamento dello Stato e monarchie assolute: con la politica interna di Olivares e Richelieu nel ‘600 si avviò una fase decisiva di quel processo di rafforzamento che era stato innescato dalle necessità militari e dal conseguente sviluppo della fiscalità. Accentramento e assolutismo costituiscono i due caratteri fondamentali del potere negli Stati moderni, caratteri affermatisi attraverso il ridimensionamento politico della nobiltà, la formazione di un nuovo ceto burocratico di estrazione borghese.

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