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Guerra di successione spagnola

All’inizio del settecento appare ormai impensabile che sia un’unica nazione a guidare l’Europa.
Accanto alla Francia, infatti, altre nazioni fanno ora da ago della bilancia nella politica continentale, come l’Inghilterra e l’Austria, il cui imperatore conserva ancora, anche se solo formalmente, il titolo di sacro romano imperatore.
Per questi motivi si cerca di trovare un equilibrio di posizioni tra gli stati: inizia così nel settecento un complesso gioco diplomatico e militare delle nazioni per ottenere l’influenza politica e territoriale.

Ad inaugurare questo periodo di equilibrio – che però si rivelerà sempre instabile - è la “guerra di successione spagnola”.

Alla morte di Carlo II, nel 1700, infatti, il trono di Spagna si ritrova senza eredi che possano prendere il suo posto: il ramo principale degli Asburgo di Spagna si è estinto.

Il defunto re aveva designato come suo erede Filippo d’Angiò, nipote di Luigi XIV.
Questo fa temere q un’unificazione tra Francia e Spagna, che creerebbe un “blocco” in Europa.
Lo stesso Luigi XIV pronuncia la sibillina frase: “I Pirenei non esistono più”.

Si forma allora una coalizione - tra Inghilterra, Austria, Olanda e Prussia - che appoggia invece l’incoronazione del Granduca Carlo degli Asburgo d’Austria.
A questa coalizione prendono parte successivamente anche il Portogallo e la Savoia (guidata all’epoca da Vittorio Amedeo II), dietro la promessa di allargamenti territoriali, compiendo così un voltafaccia verso la Francia, di cui fino allora essi erano stati alleati.

Le truppe francesi hanno inizialmente la meglio e raggiungono Vienna.
Nel 1706 viene messa sotto assedio anche Torino, che sembra sul punto di cedere. Avviene in questa circostanza l’avventura di Pietro Micca, che sacrifica la sua vita per impedire ai Francesi di raggiungere la città per via sotterranea.
Piano piano i Francesi sono costretti a retrocedere.

Ma quando nel 1711 Carlo sale al trono d’Austria col nome di Carlo VI, si ha paura di un’unificazione non più franco-spagnola, ma tra Austria e Spagna, come era avvenuto anche all’epoca dell’imperatore Carlo V.
L’Inghilterra spinge dunque alla stipulazione della pace. Anche la Francia è motivata in tal senso, a causa delle alte spese della guerra e dei contrasti interni provocati dalle rivolte ugonotte.

Si stipula dunque la Pace di Utrecht, nel 1713.
Filippo d’Angiò viene confermato re della Spagna, a patto che non si riunifichi con la Francia. La Spagna è costretta a cedere all’Austria i Paesi Bassi e l’Italia.

All’inizio l’imperatore austriaco si dichiara contrario ad accettare gli accordi, perché nel suo interesse vi è ancora il desiderio di ottenere il trono di Spagna.
Tuttavia, di fronte alle ferme posizioni assunte da Inghilterra e Francia, aderisce l’anno successivo, con la Pace di Rastadt.

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