Ali Q di Ali Q
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La guerra dei sette anni

Nel 1748 la pace di Aquisgrana pone fine alla guerra di successione austriaca, e Maria Teresa viene riconosciuta come imperatrice.
Tuttavia, in seguito alla guerra, l’Austria perde alcuni dei suoi territori, tra cui la Slesia, che passa sotto il dominio prussiano, e la cosa è mal digerita.
Maria Teresa vorrebbe riconquistare la Slesia, e in questo trova come alleato la Francia, e in seguito la Russia. Si rompe così l’alleanza tra l’Austria e l’Inghilterra, e al nuovo polo austro-francese si contrappone quello anglo - prussiano.
Inizia così nel 1756 la guerra dei sette anni.
Sul fronte coloniale prevale l’Inghilterra, mentre sul continente la lega anti-prussiana.
Berlino è occupata dagli Austriaci nel 1761, ma quando l’anno successivo sale al trono di Russia Caterina II, di tendenze filo-prussiane, si ha la defezione della Russia della guerra.

Anche la Francia, indebolita dalle guerre nelle colonie, riduce il suo impegno.
Si giunge quindi nel 1763 alla PACE DI PARIGI per le colonie e di Hubertsburg per l’Europa, e nel continente viene ripristinata la situazione presente prima della guerra.

Conseguenze della guerra
Dopo questa guerra gli stati europei conoscono finalmente un periodo di pace, destinato a durare fino alla rivoluzione francese.
Si può dire che, tranne l’Italia e la parte orientale, l’Europa abbia ormai raggiunto un assetto molto simile a quello attuale.
Vi sono presenti grandi monarchie destinate a diventare grandi potenze europee, e piccoli stati che gli fanno da cuscinetto.
L’unica potenza imperiale è l’impero austriaco.
In realtà non ha un assetto diverso dalle altre monarchie. L’unica differenza è che comanda su popoli di etnie diverse, venendosi a creare così non pochi problemi.
Per regolare la situazione politica in Europa, vige una politica di equilibrio. Essa si fonda su due principi:
1) nessuno stato può pensare di essere in grado di comandare da solo in Europa;
2) la conquista si deve basare anche sulla valutazione delle difficoltà e l’accrescersi dei nemici.

Nasce così l’idea che fra gli stati esistano interessi comuni: l’interesse per la conservazione dei troni e l’adesione al sistema del diritto e non della forza.

Si sviluppa quindi anche l’attività diplomatica: ogni corte ha il proprio corpo diplomatico, composto da nobili e a volte borghesi.
Anche le nazioni più piccole ne sono provviste, per svolgere mediazioni nei conflitti fra le potenze. E’ il caso, ad esempio, di Venezia.

Se la situazione è equilibrata in occidente, non si può dire, però, lo stesso in Oriente, dove l’Austria è impegnata in un opera di conquista verso i Balcani e i Carpazi e si sta formando l’impero russo.
L’impero ottomano persiste, sebbene nella progressiva riduzione dei propri confini.

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