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Le grandi esplorazioni: Vasco da Gama e Cristoforo Colombo

Nel corso del Quattrocento i portoghesi scoprirono in media 400 miglia di coste all'anno navigando lungo il perimetro dell'Africa. Una svolta fondamentale nella storia delle esplorazioni fu segnata dalla spedizione di Vasco da Gama. Partito da Lisbona l'8 luglio 1497 con quattro navi, egli raggiunse Calcutta il 16 maggio 1498. Il progetto di trovare una via verso le Indie, fu alla base anche del viaggio di Cristoforo Colombo. La scoperta del continente americano da parte di Cristoforo Colombo si colloca cronologicamente fra l'impresa di Bartolomeo Diaz e quello di Vasco da Gama. Colombo lasciò Palos il 3 agosto 1492, il 12 ottobre raggiunse con le sue caravelle, non le Indie come previsto nei progetti del navigatore, ma terre fino ad allora sconosciute: le Bahamas. L'idea che le terre scoperte a Occidente non fossero parte dell'Asia, fu presa per la prima volta in considerazione da Amerigo Vespucci quando, durante il suo terzo viaggio verso Occidente, costeggiò l'America meridionale verso sud. Il nuovo continente infatti, fu chiamato America proprio dal nome di Amerigo Vespucci. Il primo effetto della scoperta di Cristoforo Colombo fu di aprire una contesa fra la Spagna e il Portogallo, circa l'appartenenza delle nuove terre e il controllo esclusivo degli interessi economici a esse legati. La controversia si concluse a due anni di distanza, nel giugno del 1494 con il trattato di Tordesillas.

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