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Carlo V - Il Grande regno

Carlo V si trovò a essere il sovrano di un regno su cui non tramontava mai il sole e a disporre di un’immensa ricchezza: un impero così grande da estendersi in europa e nelle varie colonie legate alla corona spagnola. Il grande sviluppo militare che ebbe la Spagna dopo il periodo della Reconquista fu importante e conobbe una crescita esponenziale evidente. D’altro canto però l’oro fu per la Spagna anche la sua rovina perché in primo luogo la portò a dilapidare tutte le sue risorse in continue guerre in Europa nel tentativo di espansione e in secondo luogo non spinse gli spagnoli a sviluppare manifatture e attività economiche proprie, il che rappresenterà la decisiva scomparsa della Spagna sulla scena politica fino a trovare riscontro con i problemi economici a cui tutt'oggi gli iberici sono legati. Infatti poi tutto l’oro spagnolo finì nelle tasche dei commercianti olandesi, francesi e inglesi che vendevano i loro prodotti ai ricchi e fannulloni nobili iberici. Nel Seicento dunque la Spagna si trasformò da una grande superpotenza a una misera nazione che vedeva una larghissima nobiltà formata da persone che ritenevano un onore e un diritto non lavorare, sprofondando così in una profondissima crisi da cui uscì solo nel Novecento. Nel Seicento le rotte dell’Atlantico divennero preda dei corsari assoldati da Francia e Inghilterra per depredare le ricche navi spagnole provenienti dalle coste americane. I corsari, a differenza dei singoli pirati, erano assoldati dalle varie reggenze europee e lo scopo di questa sorta di brigantaggio navale era quello di prendere le ricchezze spagnole per indebolire la corona iberica indirettamente, in modo che non ci fosse il pericolo di una guerra in campo aperto nello scenario dei territori europei.

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