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GRANDE E PICCOLA GERMANIA
Il congresso di Vienna aveva deciso un diverso assetto non solo per l’Italia ma anche per l’area tedesca, dividendola in ducati e regni facenti parte di una confederazione, tra i quali spiccavano la Prussia e l’Austria. In tutti questi stati si ebbero delle diffuse insurrezione nel 48, volte ad ottenere un’unità nazionale; quando l’obiettivo di un’unità sembrava ancora lontano i rappresentanti degli stati erano riusciti ad ottenere la convocazione di una assemblea a Francoforte, in cui discutere il problema: i delegati, sono d’accordo sul fatta che non si sarebbe potuto raggiungere un’unità senza la guida di uno stato forte, capace di raccogliere attorno a sé le truppe degli altri stati, e le due maggiori potenze dell’area erano appunto l’Austria e la Prussia. Affidarsi ad una sola di queste nazioni però comportava rischi notevoli: infatti l’Austria faceva parte dell’Impero Austro-ungarico e le zone di Praga e Vienna non rientravano nella confederazione a differenza della Baviera e di Monaco che, pur essendo possedimenti austriaci facevano parte della confederazione ed erano di lingua tedesca, mentre la Prussia, la cui zona originaria era verso Konigsberg, più lontana: pur essendoci lati negativi erano queste le nazioni cui bisognava rivolgersi. Vi erano altre differenze: l’Austria aveva al suo interno ben 10 nazionalità diverse mentre la Prussia no e quindi si doveva scegliere se la futura nazione tedesca doveva essere di esclusiva area tedesca, oppure si poteva creare un impero sovrannazionale che includesse la Prussia: era questa l’ipotesi della grande Germania, che vedeva lo stato tedesco arricchito dei territori dell’Impero che non facevano parte della confederazione, come Praga e Vienna e che l’Austria avrebbe portato con sé. Se invece fosse passata l’idea che doveva essere la Prussia ad unificare la Germania invece si parlava di piccola Germania visto che non avrebbe portato in dote altri territori. Dopo una lunga discussione i delegati optano per la proposta della piccola Germania e presentano la loro proposta al re di Prussia, che rifiuta non perché non era interessato all’unificazione ma perché non poteva accettare una richiesta che gli veniva da un’assemblea auto costituita: infatti accettando una richiesta proveniente dal basso avrebbe legittimato l’assemblea, formata da persone che invece si erano ribellate e che si erano nominate da sole.

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