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IL GOVERNO DEL DIRETTORIO (1795-99)

LA REAZIONE TERMIDORIANA

L’arresto di Robespierre e dei suoi collaboratori – aprì una nuova fase della Rivoluzione francese, detta termidoriana. L’età termidoriana vide una reazione della borghesia benestante alla politica dei giacobini. Infatti i termidoriani attuarono provvedimenti economici, come la liberalizzazione dei commerci. I giacobini vennero rimossi da ogni incarico politico . Il 12 novembre 1794 lo scioglimento del club giacobino. Si diffuse il fenomeno della gioventù dorata associazione che si riunivano in bande armate per dare la caccia ai giacobini. In alcuni dipartimenti della Francia si scatenò il Terrore bianco. Contemporaneamente si attenuavano le persecuzioni nei confronti dei controrivoluzionari. La Convenzione agevolò i controrivoluzionari che rinunciassero alla lotta contro la repubblica e favorì il rimpatrio di molti nobili emigrati.

LA COSTITUZIONE DELL’ANNO III

Nell’agosto 1795 la Convenzione approvò una nuova Costituzione, detta dell’anno III. Anche questa Costituzione si apriva con una "Dichiarazione dei diritti", ma l’articolo secondo cui "gli uomini nascono e rimangono liberi ed eguali nei loro diritti" fu sostituito dalla formula "la legge è uguale per tutti". Questa Costituzione eliminò il suffragio universale e ripristinò il criterio censitario: il diritto di voto fu riservato ai cittadini maggiorenni. Per evitare la dittatura si stabilì una separazione dei poteri. Il potere legislativo fu attribuito a un sistema bicamerale rinnovabile ogni anno e quello esecutivo a un Direttorio di cinque membri, uno dei quali doveva essere sostituito ogni anno.

LA POLITICA DEL DIRETTORIO

Il clima politico della Francia continuava a essere instabile. In questo periodo emerse un gruppo radicale che faceva capo a Gracco Babeuf, il quale affermava l’uguaglianza fra tutti gli uomini. Babeuf si fede promotore della Congiura degli Eguali. La congiura fallì e Babeuf venne condannato a morte. Di fronte a queste difficoltà, il regime del Direttorio cercò un rafforzamento del proprio prestigio sui campi di battaglia. Il piano militare prevedeva di colpire al cuore l’Austria con un attacco su due fronti: dalla Renania e dall’Italia.

LA CAMPAGNA D’ITALIA

La campagna d’Italia venne affidata al giovane generale Napoleone Bonaparte. Napoleone si trovò ad agire in un contesto moto favorevole. Infatti, in Italia molti intellettuali e vasti settori vedevano nella Francia il Paese-guida nella lotta alla tirannia. I patrioti italiani accolsero con entusiasmo Napoleone come l’eroe che portava con sé i valori della democrazia e della libertà. Napoleone si dimostrò all’altezza della situazione. Riportò una serie di vittorie. Napoleone si presentava come il liberatore degli Italiani dai tiranni, ma non ometteva mai di chiedere alle città occupate contributi in denaro per il mantenimento delle sue truppe. Infine giunse nello Stato Pontificio, dove costrinse il papa alla resa.

LE "REPUBBLICHE SORELLE"

Per il governo del Direttorio l’offensiva sul territorio italiano doveva servire come carta da utilizzare nelle trattative di pace e come fonte di guadagno attraverso l’imposizione di tributi. Questa strategia escludeva la prosecuzione della guerra. Napoleone invece agì secondo le proprie ambizioni. Aiutò i repubblicani di Modena e Reggio Emilia a costituire la Repubblica Cispadana che si unì poi alla Lombardia dando vita alla Repubblica Cisalpina. Nacquero così in Italia le "repubbliche sorelle". Napoleone portò il suo esercito nel territorio austriaco, contemporaneamente dichiarò guerra a Venezia, fu questa una carta importante per concludere la pace con l’Austria che firmò il Trattato di Campoformio. Secondo questo trattano, l’Austria rinunciava al Belgio e alla Renania e in cambio otteneva da Napoleone il territorio di Venezia. Negli italiani, che avevano visto in Napoleone il liberatore, all’entusiasmo subentrarono la delusione e l’amarezza.

IL COLPO DI STATO DEL DIRETTORIO

Il Direttorio fu costretto a ratificare l’operato di Napoleone perché la Francia si trovava in una situazione di grande instabilità politica. La maggioranza del Direttorio attuò il colpo di Stato del 4 settembre 1797 Parigi fu occupata dai militari e il potere venne assunto da un triumvirato.

LA SPEDIZIONE IN EGITTO

La Gran Bretagna era rimasta l’unica avversaria della Francia. La potenza inglese si fondava sul dominio militare e commerciale dei mari. Il governo francese progettò una campagna volta a conquistare l’Egitto. La conquista dell’Egitto avrebbe permesso alla Francia di controllare i traffici nel Mediterraneo, escludendo gli Inglesi. La spedizione, guidata da Bonaparte, partì da Tolone con studiosi, scienziati e letterati che contribuirono a decifrare i documenti della civiltà egizia. L’ammiraglio inglese Nelson distrusse la flotta francese approfittando della difficoltà della Francia, così l'Inghilterra organizzò la seconda coalizione. La guerra riesplose in Europa. Nel gennaio del 1799 il Direttorio inviò un corpo di spedizione contro il Regno di Napoli, dando vita alla Repubblica Partenopea. La Francia giunse così a controllare la maggior parte del territorio italiano, ma non per molto. Infatti, l’esercito austro-russo scatenò un’offensiva che costrinse i Francesi ad abbandonare i territori italiani. Napoleone, ormai consapevole del fallimento della spedizione egiziana e preoccupato per gli eventi europei, intraprese un avventuroso rientro in patria.

IL COLPO DI STATO DI BRUMAIO

Nella Repubblica Partenopea un uomo di fiducia dei Borboni, il cardinale Fabrizio Ruffo, organizzò una rivolta popolare che riportò al potere la famiglia reale. In Francia, l’andamento sfavorevole della guerra indebolì ulteriormente il governo. All’interno dello stesso Direttorio maturò il progetto di un nuovo colpo di Stato che consentisse di modificare la Costituzione. Napoleone appariva a tutti l’uomo giusto per questa impresa. Il colpo di Stato fu organizzato con cura. Venne diffusa la notizia, falsa e infondata, di un complotto giacobino. Così il 9 novembre 1799 il Direttorio venne sciolto e il governo venne affidato a tre consoli. Con questo colpo di Stato crollARONO gran parte dei principi liberali e democratici affermati dalla rivoluzione.

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