Ester di Ester
Habilis 1800 punti

Francia - Repubblica giacobina

In attesa delle elezioni, l’Assemblea affidò il potere a un consiglio composto da dieci membri, fra i quali Danton. Ma la scena politica era dominata in realtà dalla Comune, la quale impose all’Assemblea di prendere provvedimenti quali l’istituzione di uno speciale tribunale rivoluzionario, l’arresto di centinaia di sospetti di tradimento e lo scioglimento degli ordini religiosi. La situazione peggiorava: il 2 settembre si arrese la fortezza di Verdun. Dal 2 al 6 settembre squadre di sanculotti armati penetrarono nelle carceri per fare giustizia sommaria dei “traditori„, massacrando oltre un migliaio di persone. In questa situazione do estrema tensione si svolsero le elezioni per la Convenzione, che si riunì il 20 settembre 1792, il giorno stesso in cui le truppe francesi ottenevano a Valmy un primo successo. Il 21 settembre essa deliberò l’abolizione della monarchia e la Francia divenne una repubblica, dichiarata una e indivisibile.

Dei 749 deputati eletti alla Convenzione, circa la metà – la cosiddetta Pianura – non faceva riferimento ad alcun preciso orientamento politico; l’altra metà proveniva in gran parte dalla matrice giacobina e rappresentava l’orientamento democratico della Rivoluzione. Si formarono due schieramenti: i girondini, il cui leader era Brissot, e i montagnardi, che raccoglievano i giacobini seguaci di Robespierre e di Danton e l’estrema sinistra cordigliera. Tra questi due gruppi venne sviluppandosi un conflitto sempre più aspro, che si risolse nel giro di un anno con la sconfitta politica dei girondini. Entrambi i gruppi erano di orientamento democratico e repubblicano e di estrazione borghese: le differenze non erano dunque rilevanti, anche se caratterizzava i girondini uno stretto legame con la grande borghesia delle città portuali dell’ovest.

Il primo grande scontro tra girondini e giacobini avvenne in occasione del processo del re. Le sezioni sanculotte e i montagnardi ritenevano che processare e punire Luigi XVI fosse un atto di grande valore politico e simbolico; i girondini invece, cercarono in ogni modo di impedire il processo nel timore che una condanna avrebbe rafforzato sia i monarchici controrivoluzionari, sia il movimento sanculotto. Prevalse infine la tesi che il sovrano andasse processato perché costituiva un pericolo sempre aperto per la repubblica. Il re fu giudicato colpevole pressoché all’unanimità: il 21 gennaio 1793 Luigi XVI fu ghigliottinato. Il 16 ottobre dello stesso anno fu ghigliottinata pure la moglie, Maria Antonietta.

Nella primavera-estate del 1793 la Francia precipitò in una crisi profondissima. In primo luogo, crisi militare. Dopo Valmy l’esercito francese aveva ottenuto importanti successi. Il generale Dumouriez nell’autunno invadendo il Belgio, aveva conquistato la riva sinistra del Reno, Nizza, la Savoia L’espansionismo francese iniziò a preoccupare le potenze europee, inclusa la Gran Bretagna e i Paesi Bassi. L’esecuzione del re non fece che accelerare la formazione di una coalizione antifrancese, che vide Londra e Madrid, nonché tutti i principi italiani e tedeschi, affiancare l’Austria e Prussia: si creò così la Prima Coalizione. Nonostante la leva obbligatoria l’armata francese fu travolta, perdendo pressoché tutti i territori conquistati nell’autunno precedente.

La guerra civile lacerava il paese. Nel marzo 1793, un’insurrezione contadina scoppiò in Vandea. Incominciò con il rifiuto della leva obbligatoria. Rapidamente la rivolta dilagò scagliandosi su tutti coloro che fossero ritenuti in qualche modo fedeli alla Rivoluzione. A differenza che in altre località della Francia, dove la protesta contadina assunse caratteri di resistenza passiva o di brigantaggio, in Vandea essa approdò alla creazione di un vero e proprio esercito controrivoluzionario.

Le motivazioni della rivolta vandeana non furono politiche; infatti i contadini vandeani non erano più affezionati all’Antico Regime di altri, né l’esecuzione del re aveva provocato in quelle regioni la minima protesta. All’origine stava dunque una miscela esplosiva di protesta contadina e di sentimento religioso, cementati dall’odio verso una Rivoluzione vissuta come borghese e cittadina. La Vandea, proprio per queste caratteristiche, fu un caso particolare ed estremo. Si è calcolato che circa la metà dei beni nazionali messi in vendita fu acquisita da contadini, con netta prevalenza però di quelli medi e agiati:per costoro la Rivoluzione su sarebbe dovuta arrestare. Peggio disposti erano i contadini poveri: la Rivoluzione aveva abolito la feudalità, ma anche le garanzie e la protezione offerte dall’agricoltura di villaggio.

A Parigi la Convenzione tentò di arginare la crisi con una serie di provvedimenti eccezionali:
1. istituzione di un tribunale rivoluzionario per giudicare i "sospetti" e di "comitati di sorveglianza" in tutte le municipalità;
2. invio nei dipartimenti e presso le armate di commissari speciali dotati di amplissimi poteri;
3. fissazione di un prezzo massimo per cereali e farine;
4. creazione di un Comitato di salute pubblica, che di fatto assunse il potere esecutivo. Queste decisioni, che accoglievano in parte le rivendicazioni dei sanculotti, furono sostenute dalla Montagna e avversate dai girondini, che le giudicavano all’estremismo popolare, l’inizio di una dittatura, un attentato alla libertà economica.

Il potere era ora in mano ai giacobini, ma la Francia era un paese sull’orlo del collasso: assediato dagli eserciti di tutta l’Europa, prostrato dall’inflazione e dalla crisi economica, devastato dalla guerra civile. Il 24 giugno 1793 la Convenzione approvò il nuovo testo costituzionale, preceduto da una nova Dichiarazione dei diritti. La Costituzione dell’anno 1 ebbe un più accentuato carattere democratico e sociale: il "bene comune" era dichiarato scopo fondamentale della società. Nuovi diritti furono introdotti, quali quello all’istruzione, all’assistenza, al lavoro. Il potere legislativo veniva affidato a un’assemblea eletta annualmente con suffragio universale (maschile). Le Costituzione tuttavia non entrò mai in vigore. La sua applicazione infatti, fu sospesa perché "le leggi erano rivoluzionarie, ma colore che le eseguivano no".

Il Comitato di salute pubblica fu dominato da Robespierre. Benché formalmente fosse un organismo della Convenzione, che lo rieleggeva mensilmente, il Comitato esercitò di fatto una dittatura, disponendo di pieni poteri in campo militare ed economico e controllando strettamente l’attività giudiziaria. Il governo rivoluzionario seguì una linea di forte controllo dell’economia. Adottò anche nuovi decreti come: la soppressione del riscatto dei diritti feudali; la vendita in piccoli lotti di beni degli emigrati; la pena di morte per accaparratori e speculatori; l’istituzione del maximum, cioè di un limite massimo di prezzo prima per cereali e foraggi, poi anche per tutte le merci e i salari. Una apposita commissione delle sussistenze ebbe il compito di controllare che le tabelle dei prezzi venissero rispettate.

Venne adottato un nuovo calendario: un nuovo modo di calcolare il tempo, laico e non religioso, senza domeniche e festività cristiane, sostituite da quelle rivoluzionarie e in cui i nomi dei giorni e dei mesi erano ispirati ai cicli della natura e ai lavoro dei campi. Era di carattere fortemente antireligioso e anticlericale: nacque una campagna di scristianizzazione con violenze e mutilazioni di chiese, requisizioni e roghi di oggetti sacri, tentativi di sostituire al culto cristiano un rituale rivoluzionario. La scristianizzazione fu bloccata da Robespierre; la Convenzione confermò solennemente la libertà di culto per tutte le religioni. La Rivoluzione promosse però anche una nuova religione "razionale" e deista, il culto dell’Essere supremo.

Danton giustificò davanti alla Convenzione la necessità della politica del Terrore per salvare la Rivoluzione e sconfiggere i suoi nemici. Strumenti fondamentali del Terrore furono i tribunali rivoluzionari e la "legge sui sospetti", che permetteva l’arresto di chiunque fosse sospettato di tramare contro la Rivoluzione o addirittura non facesse nulla per sostenerla. Nell’autunno 1793 i prussiani furono fermati sul fronte settentrionale, e il 26 giugno 1794, con la vittoria di Fleurus, il generale Jourdan riaprì la strada alla conquista del Belgio. Danton, accusato di "indulgenza" e di essersi illecitamente arricchito grazie ai suoi incarichi politici, venne giustiziato il 5 aprile 1794.

Il numero delle condanne e delle esecuzioni crebbe paurosamente e si instaurò il cosiddetto Grande Terrore. La dittatura di Robespierre conduceva ogni giorno al patibolo decine di condannati. Il capo giacobino si trovò sempre più isolato, anche perché i sanculotti gli ritirarono il loro appoggio. Il 27 luglio 1794 Robespierre e altri venti montagnardi furono arrestati alla Convenzione e il giorno successivo ghigliottinati senza processo.

La Convenzione Termidoriana era una politica ispirata al tentativo di dare stabilità alla repubblica,uscendo dal Terrore senza rinunciare alle conquiste ottenute dalla Rivoluzione sino al 1792. Il gruppo dirigente termodoriano rifletteva le aspirazioni alla stabilità e all’ordine cui la Rivoluzione aveva portato consistenti vantaggi.

Si scatenò un vero e proprio sanguinoso Controterrore, sia nella capitale, sia nei dipartimenti.

La Convenzione approvò il 22 agosto 1795 una nuova Costituzione, che abrogava e sostituiva quella del 1793. Il nuovo testo affidava il potere esecutivo a un Direttorio di cinque membri, si ispirava ampliamente a quello del 1791, correggendolo in modo da limitare e regolare il principio della sovranità popolare. La nuova Costituzione non riuscì a garantire stabilità alla repubblica né a impedirne la caduta.

Registrati via email