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La Francia di Richelieu

Dopo l’assassinio di Enrico IV, la reggenza fu affidata alla moglie Maria dei Medici in nome del figlio Luigi XIII, di nove anni. Ella però fu contrastata dall’alta nobiltà, intenzionata ad approfittare della situazione per consolidare i propri privilegi e a lei ostile per le sue origini straniere.
A ridare solidità e prestigio alla monarchia francese ci pensò Jean du Plessis, duca di Richelieu, il quale fu il primo ministro di Luigi XIII. Egli nel corso dei diciotto anni di esercizio del governo riuscì a consolidare l’assolutismo regio francese, indebolendo la nobiltà feudale, gli ugonotti (i calvinisti francesi) e gli Asburgo.
Per ridurre le libertà politiche e militari degli ugonotti pose d’assedio La Rochelle che dopo un anno fu costretta ad arrendersi. Con questa vittoria il cardinale trasse grande prestigio e popolarità perché non infierì sui vinti, ma concesse loro l’uguaglianza civile con i cattolici e libertà di culto.

In politica estera Richelieu rinnovò la lotta contro gli Asburgo, e per fare ciò riformò il sistema fiscale e potenziò l’esercito e la flotta militare.

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