Riego di Riego
VIP 1004 punti

FINE DELL’ASSOLUTISMO IN INGHILTERRA: GLORIOSA RIVOLUZIONE

La gloriosa Rivoluzione del 1688-1689 pose fine all’assolutismo monarchico in Inghilterra. Carlo II Stuart aveva tentato di rafforzare l’assolutismo consolidando il proprio potere con un esercito permanente a lui fedele e con misure oppressive contro chiunque si fosse opposto. Alla sua morte il trono passò al fratello minore Giacomo II. Il nuovo re si era precedentemente convertito al cattolicesimo e, salendo al trono, era diventato anche capo della Chiesa Anglicana. Giacomo II salì al trono senza incontrare consistenti opposizioni e presto sospese il Test Act, voluto da Carlo II, che vietava ai non anglicani l’accesso alle cariche amministrative e chiamò alle cariche governative uomini politici cattolici. Gli oppositori politici protestanti non pensarono a ribellarsi, forti del fatto che erede al trono sarebbe stata la figlia di Giacomo II, Maria, che aveva sposato il principe protestante Guglielmo d’Orange. La nascita di un erede maschio dalle seconde nozze di Giacomo II con la cattolica Maria Beatrice d’Este fece precipitare la situazione, in quanto si fece alto il rischio che si instaurasse una dinastia cattolica che avrebbe permesso il ritorno delle gerarchie cattoliche perseguitate e private delle terre dal 1534, anno in cui nasce la Chiesa Anglicana.

Nobiltà e borghesia non erano favorevoli al ritorno del cattolicesimo, perché temevano di dover restituire le terre ai cattolici e decisero di appoggiare Guglielmo d’Orange che sbarcò in Inghilterra nel 1688 senza trovare opposizioni in quanto anche l’esercito inglese preferì appoggiare il principe olandese. Guglielmo si insediò con la moglie Maria sul trono e Giacomo II fuggì in Francia. Nel 1689 Guglielmo d’Orange e Maria Stuart si impegnarono a osservare un Dichiarazione dei diritti votata dal Parlamento e nella quale si affermava l’illegalità di ogni legge, di ogni prelievo fiscale, di ogni istituzione di tribunali speciali e di arruolamento di soldati che non fossero stati autorizzati dal Parlamento. Vennero inoltre stabiliti il carattere libero delle elezioni e delle discussioni parlamentari e l’esclusione perpetua dal trono inglese degli Stuart cattolici. Nasceva dunque la prima monarchia parlamentare della storia. Il capo dello Stato era il re il quale era tenuto ad adeguarsi alla volontà della Nazione espressa dal Parlamento che era formato dalla Camera dei Lords composta da esponenti della nobiltà e dalla Camera dei Comuni elettiva. Il diritto di voto e la possibilità di essere eletti furono concessi al 3% della popolazione ossia alla ricca borghesia terriera, mercantile e manifatturiera. Al re spettava il potere esecutivo: il sovrano nominava, scegliendoli tra il partito vincente, i ministri componenti il governo, la giustizia era affidata a giudici nominati dal re. Nel 1679 venne introdotto l’Habeas Corpus che vietava l’arresto arbitrario dei sudditi, aboliva la carcerazione preventiva in attesa del processo e stabiliva che chiunque avesse violato queste disposizioni avrebbe dovuto pagare una forte somma alla parte lesa. Si stabilì che la Camera dei Comuni sarebbe dovuta rimanere in carica per tre anni e che il re non avrebbe potuto scioglierla; furono eliminati i vincoli alla libertà di stampa e furono emanati un Atto di tolleranza che pose fine alle persecuzioni contro i non anglicani e un Atto di successione in base al quale i sovrani inglesi dovevano essere protestanti.

Registrati via email