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Società ed economia nell'Europa preindustriale

Demografia e strutture familiari: con ancien regime (antico regime) si indica il sistema politico esistente in Francia prima della rivoluzione del 1789. Il termine fu coniato dagli stessi rivoluzionari ed è divenuto sinonimo di società pre industriale, tradizionale, anteriore alla modernizzazione economica e politica. Considerata tendenzialmente immobile o con andamenti ciclici la società dell'ancien regime subì nel corso del 700 alcune trasformazioni come l'avvio di una grande crescita demografica che non si interruppe più fino al XX sec, e che coinvolse tutti il mondo. Le cause di questa crescita fu la riduzione della mortalità, l'incremento della natalità e l'interruzione dell'andamento ciclico della demografia dell'ancien regime caratterizzata dalla dipendenza reciproca tra popolazione e risorse: l'aumento della popolazione si scontrava con la diminuzione delle risorse in quanto l'agricoltura non soddisfava la crescita della domanda; ciò portava a una maggiore vulnerabilità degli uomini agli elementi patogeni che riequilibravano popolazione e risorse. L'economista inglese Thomas Malthus nel Saggio sul principio di popolazione definì la legge secondo la quale la popolazione aumenta in modo geometrico (esponenziale) mentre le risorse in modo matematico. Malthus si preoccupò di porre dei freni all'incremento della popolazione, ma nel periodo in cui Malthus scriveva (1800) gli eccessi della popolazione furono superati dallo sviluppo economico e agricolo. Le popolazione dell' a. regime si erano abituate alle difficoltà alimentari autoregolandosi tramite il matrimonio tardivo che avveniva solo quando si aveva una concreta possibilità di lavoro: ciò limitava le nascite. Ciò non avvenne nell'Inghilterra del 700 dove, grazie ai registri parrocchiali, si può ricostruire un aumento della popolazione causato da matrimoni più precoci e numerosi derivati dalla possibilità di trovare occupazione. Queste variazioni demografiche sono difficilmente percepibili a causa dell'assenza di censimenti attendibili. Favorirono anche l'aumento della popolazione il miglioramento delle condizioni ambientali, igieniche, la scomparsa della peste nel 700 (anche se fecero molte vittime le malattie endemiche quali tifo, vaiolo). Lo sviluppo demografico fu più intenso nelle città che nelle campagne e soprattutto nelle capitali e nelle città portuali. Anche la famiglia ebbe un mutamento: se nell'età pre-industriale la famiglia era estesa o allargata, ovvero in essa convivevano almeno tre generazioni, ora era favorita una famiglia nucleare o coniugale. Un'importante fetta della popolazione era occupata dal clero.


Contraccezione e mentalità: La Francia come già detto, controtendenza a un progressivo aumento della popolazione, fu la prima a controllare le nascite (nel resto dell'Europa si avrà solo nella seconda metà dell'800). Questo fenomeno è frutto di una laicizzazione dei comportamenti indotta dalla rivoluzione francese distaccandosi dalla morale religiosa che si era sempre opposta al controllo delle nascite. Ci fu così un profondo ridimensionamento del ruolo della Chiesa e delle istituzioni religiose. Cambiò anche la mentalità: si diede maggiore attenzione alla salute della donna preservandola dall'eccessivo numero di gravidanze; si acquisì un nuovo atteggiamento nei confronti dell'infanzia, fatta di interesse all'educazione che contribuì a distanziare le nascite. Pur verificandosi una scristianizzazione caratterizzata dalla riduzione delle pratiche di culto, la Chiesa impose paradossalmente un sistema di sorveglianza mentale delle pulsioni sessuali. Emersero anche nuove forme più intime e intese di religiosità come il giansemismo.


Il mondo rurale, feudalità e rivolte contadine: La società di a. regime era prevalentemente agricola. L'agricoltura era la principale attività economica e la maggior parte dei cittadini erano contadini. Nell'Europa del 700 la proprietà terriera era ancora di tipo feudale: anche nel caso in cui il contadino potesse vendere o trasmettere la terra questa non era in realtà detenuta: dovevano essere versati al signore tributi ordinari (per l'uso) o straordinari (nei casi di vendita o successione). Si mantenevano anche alcuni diritti della comunità (usi civici) come quelli di pascolo, raccolta ecc.. Si accentuò una sfera di conflitto tra contadini, che miravano alla privatizzazione della terra, e signori, che volevano mantenere i tradizionali usi collettivi. Tutto ciò avveniva in Francia e in Germania. Pur avendo perso molti dei suoi caratteri originari il feudalesimo era sempre un duro peso sulla vita dei contadini e sulla possibilità di sviluppo delle attività agricole. In Francia si aggiunsero anche gli obblighi di lavoro gratuito (corvees) sulle terre signorili sostituite spesso però in tasse in denaro. I contadini dovevano anche rispettare il monopolio feudale della trasformazione delle risorse alimentari. I poteri di controllo feudali sui contadini furono accresciuti dalla bassa giustizia (relativa ai reati minori) detenuta ancora dai signori. Ai prelievi feudari, 10-20% dei redditi contadini, si aggiungevano le tasse Statali: tasse dirette, come la tassa sulla proprietà, e indirette come la gabella (tassa sul sale). Altre tasse, come la decima, erano destinate al clero. In Francia, seppur in numero ridotto, esistevano ancora i contadini servi mentre in Inghilterra il feudalesimo, e quindi la presenza di servi, era scomparso così come in Italia a parte Sicilia, Lazio, e alcune zone della Lombardia, del Friuli e del Piemonte. In Spagna, pur decadente, il feudalesimo era comunque duro. In Germania era in vigore un sistema simile a quello francese, dove però la servitù aveva dimensioni ampie e regole rigidissime: si dovevano concordare i permessi con il signore non solo per lo spostamento ma anche per il matrimonio. Ciò fu motivo di frequenti tensioni sociali e rivolte (Boemia 1775, Russia 73-74).


La nuova agricoltura: "enclosures" nuove tecniche e nuovi prodotti: Pur prevalentemente statica la società pre industriale subì alcuni cambiamenti. In Inghilterra, soprattutto, tra il 600 e il 700: si passò dal sistema dei campi aperti (open fields, costituito da terre non recintate individuali e collettive) alle enclosures (recinzioni), dove si privatizzarono tutte le terre, liberando la coltivazione dagli obblighi della comunità. Altro fattore di trasformazione fu il superamento della rotazione triennale sostituita con quella costituita da 6 anni di rotazione e 1 di maggese: aumentarono così le disponibilità alimentari per uomini e animali e l'allenamento divenne una componente fondamentale dell'azienda agricola. Questi nuovi sistemi si diffusero presto in Francia e in Germania. Nelle Fiandre e in Lombardia si era sviluppata una agricoltura capitalistica per la presenza di un imprenditore, proprietario o affittuario, che investiva capitali sulla terra: questo sistema rimase marginale pur se in lenta espansione. Si importarono anche dalle Americhe due nuove colture che si inserirono con difficoltà nel sistema millenario dei cereali: la patata (considerata dapprima dannosa, diventata poi nelle carestie di Inghilterra e Polonia indispensabile) e il mais (di difficile coltivazione in quanto necessita di clima temperato). Si diffusero anche colture minori quali il riso, il the, il caffè, il cacao, il tabacco e il cioccolato.


Industria rurale e manifattura: Le campagne del 700 erano anche sede di un'attività di produzione industriale eseguita a domicilio dai contadini nei periodi morti. Questa industria rurale domestica era dedita prevalentemente alle operazioni tessili. Essa ebbe inizio alla fine del Medioevo ma si accentuò tra il 500 e il 600 in rapporto all'irrigidirsi delle corporazioni (esse avevano norme severe, apprendistati lunghi e mantenevano elevati i costi di produzione; ciò sfavoriva il mutamento produttivo e rendeva impossibile la mobilità del lavoro in un mercato che necessitava sempre più di beni di qualità modesta con prezzi decrescenti) e all'affermarsi della figura del mercante imprenditore. Le campagne offrivano invece una manodopera a basso costo; il mercante imprenditore forniva la materia prima, ritirava il prodotto finito e provvedeva a smerciarlo: questo sistema ebbe un'ampia diffusione in tutta Europa. L'industria domestica rurale rispose con efficienza alla domanda interna e internazionale e offrì un reddito ai contadini poveri. Nell'Europa pre industriale si diffuse inoltre il sistema della manifattura: un organizzazione del lavoro in cui un imprenditore concentra in un unico laboratorio o officina più operai che svolgono tutte le fasi del processo produttivo. Essa fu favorita da Colbert e non fu mai l'organizzazione dominante.


Società per ceti e forme di governo: Se per la società industriale il concetto utilizzato è quello di classe, per la società di a. regime va adottato quello di ceto: ovvero un'appartenenza per nascita caratterizzata da una stratificazione sociale, da una staticità. Chi nasceva nobile lo rimaneva per tutta la vita e il contadino aveva pochissime possibilità di uscire dal suo stato. Solo al clero non si accedeva per nascita. Le rappresentanze per ceti erano utilizzate da molti Stati per creare un dualismo di poteri con la monarchia. L'esempio più noto è quello dei 3 ordini francesi: clero nobiltà e terzo stato. In tutta Europa dominava questo sistema in cui il ceto dominante era la nobiltà prevalentemente feudale. La presenza di assemblee dei ceti, con i loro privilegi e ostilità, era uno degli indicatori dell'incompiuto passaggio allo Stato moderno.


Povertà e controllo sociale: nella società pre industriale un percentuale elevata della popolazione era costituita da poveri (20-40%) costretti a fuggire dalla miseria e dalle carestie migrando in città o nei monasteri ove la carità era praticata. Cambiò la visione di povertà: se prima era vista come una virtù in ambito religioso, ora era vista come un possibile elemento di disordine sociale entrando nel quadro sociale economico: la presenza dei poveri era considerata un rischio. Questi elementi furono accompagnati da un'etica del lavoro che accettava sempre meno chi viveva di elemosina: non si negava la povertà ma si cercava di controllarla. Nelle Fiandre, in Germania, in Italia e in Francia furono attuate le prime riforme consistenti nella realizzazione di strutture destinate all'assistenza. I poveri e i mendicanti iniziarono ad essere reclusi in ospizi e ospedali e venne meno il principio di itineramento. Furono costruiti ospedali a Roma, ad Amsterdam, a Londra e a Parigi (Ospedale generale). Questa repressione del vagabondaggio e questa nuova mentalità fece emergere l'emarginazione. Questa realtà, grazie alla filantropia e all'analisi sociale, sarà superata solo nel XIX secolo con la trasformazione dei poveri in proletariato industriale.

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