L’Europa del 1700

Il ‘700 è detto “secolo dei lumi”, secolo in cui la razionalità trionfa su tutto.
Non è più la razionalità umanistica, ossia strumento di indagine della realtà, ma si pone essa stessa come verità assoluta; si sostituirà all’uomo stesso adulando se stessa come divinità.
A questo punto sorgono delle critiche: Kant, alla fine del ‘700, fa la critica alla ragione umana, e si fa strada il movimento opposto, Romanticismo in letteratura e Idealismo in filosofia.
Storicamente l’Illuminismo si sviluppa in Inghilterra perché qui ci sono le condizioni politiche e culturali di libertà; ha caratteri strettamente sociali, infatti si occupa del progresso della società.
Dall’Inghilterra le idee illuministiche si spargono in tutta Europa: sul piano religioso si diffonde il deismo (fede in Dio separata dalla Chiesa), sul piano politico e sociale si diffonde il diritto naturale, ma soprattutto si sviluppa l’idea che la razionalità può trionfare su tutto e produrre benessere per tutta l’umanità -> ottimismo.

Gli illuministi più importanti si trovano in Francia, dove gli ideali illuministici appaiono come l’unica risorsa per modificare in meglio la società.
In Francia molti intellettuali danno vita all’Enciclopedia = un’opera monumentale dove evidenziano i principi riformatori riassunti nella frase “libertè, egalitè, fraternitè”.
Gli intellettuali, quando sono ospitati presso le corti dei sovrani assolutistici europei (tranne l’Inghilterra) cercano di trasmettere i loro ideai ai sovrani sperando che mettano in atto riforme politiche e sociali: politiche, nel senso di trasformare le monarchie assolute in costituzionali, sociali, nel senso di attuare riforme che migliorino le condizioni di vita e garantiscano libertà civili (di stampa, di culto).
Infatti l’Europa del ‘700 è caratterizzata da monarchie assolute (= sciolte) : il sovrano governa MOTU PROPRIO, sganciato dalle ingerenze della nobiltà (non sempre è così, di riforme illuministiche se ne parla poco).
La più importante è la Francia: oltre al regime assoluto, ‘è anche una situazione economica difficile; clero e nobiltà (di toga e di spada) non pagano tasse e, inoltre, la Francia spende moltissimo per le guerre di conquista. La borghesia ha peso economico, ma non ha peso politico -> Sarà il motore della rivoluzione francese.
Un’altra monarchia assoluta è la Prussia: qui il primo ministro Ottone di Bismarck ha dato impulso all’attività militare; infatti la Prussia vuole riconquistare tutti i principati tedeschi sottraendoli all’impero austriaco e costituendo una grande Germania.
In Prussia manca una borghesia imprenditoriale , mentre è diffusa la proprietà terriera, non razionalizzata come quella inglese.
Altra monarchia assoluta è quella Asburgica d’Austria. Anche l’Austria è priva di una classe borghese imprenditoriale e prevale la proprietà terriera. L’Austria estende il suo dominio anche a Ungheria, Boemia e alla zona lombardo - veneta.
Tra fine ‘700 e inizi ‘800 ricordiamo il regno di Maria Teresa d’Austria. Grande imperatrice, forse l’unica che ha fatto nel suo regno e specialmente nella zona lombardo - veneta delle riforme dal punto di vista logistico (agricoltura, vie di comunicazione, attività manifatturiere e artigiane).
L’altra grande monarchia assoluta è la Russia; anch’essa ha scarsa borghesia imprenditoriale (a parte i cantieri navali di Leningrado), ma ha una potente nobiltà terriera (boiari), capaci di influenzare i sovrani.
Ondate migratorie
Le prime ondate migratorie di anglosassoni (inglesi, scozzesi, irlandesi) risalgono al 1500 nel periodo delle guerre di religione.
2 motivi: possibilità di praticare il culto fuori da un’Europa intollerante e di trovare migliori condizioni di vita raggiungendo le coste atlantiche del nord Europa. Ricordiamo i padri pellegrini che con la My Flower raggiunsero le coste del nord America

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