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Sino al 1789, la società era divisa in tre gruppi, chiamati stati o ordini: il clero, i nobili e il Terzo stato. Il clero e i nobili avevano molti privilegi, mentre solo il Terzo stato pagava le tasse.
Dopo la convocazione degli stati generali, il popolo parigino si ribellò e assalì la Bastiglia, il carcere in cui erano detenuti i prigionieri politici. Era il 14 luglio 1789: aveva inizio la rivoluzione francese.
Il 26 agosto 1789 l'Assemblea Nazionale Costituente approvò la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino.
Nel 1791 fu eletta l'Assemblea Legislativa, cioè il primo Parlamento francese.
Nel 1792 iniziò per la Francia un lungo periodo di guerre. Ad aver paura erano soprattutto i sovrani europei, che temevano il diffondersi delle idee rivoluzionarie. Per questo attaccarono con il loro esercito la Francia.
Nel 1792 venne eletta una nuova assemblea, la Convenzione Nazionale,che proclamò la Repubblica. Ma la situazione della Francia continuava ad essere drammatica. Dall'esterno veniva attaccata da eserciti stranieri. Dall'interno in alcune regioni si verificarono delle rivolte di protesta contro la rivoluzione.

Per far fronte a questa situazione, tutti i poteri dello Stato vennero affidati a un Comitato di Salute Pubblica.
Questo periodo, chiamato del terrore, durò poco più di un anno: dal giugno del 1793 al luglio del 1794.
Migliaia di persone, spesso innocenti, furono così ghigliottinate. Dopo la vittoria sugli eserciti stranieri, la popolazione, guidata dalla borghesia moderata, si ribellò al "terrore". E venne formato un nuovo governo, chiamato Direttorio, costituito da cinque persone. Negli anni del Direttorio si affermò sempre più la figura di Napoleone Bonaparte.

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