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L'età della Controriforma

La risposta alla riforma luterana da parte del cristianesimo è nota come riforma cattolica o Controriforma. L’età di questo importante fenomeno va dalla metà del Cinquecento alla metà del Seicento e i suoi effetti sulla popolazione cattolica furono abbastanza incisivi. La controriforma aveva sostenitori in ambito letterario e Torquato Tasso ne fu un esempio lampante. La reazione di Roma contro Lutero partì in ritardo; al tempo stesso anche l’imperatore cercava di rallentare i tempi. Di fronte a questa rapida diffusione mai ostacolata del protestantesimo, nel mondo cristiano si cominciò a chiedere la convocazione di un concilio, cioè riunire tutte le maggiori figure religiose del panorama mondiale (cardinali, vescovi, arcivescovi, priori, capi delle congregazioni religiose,…) per cercare di adottare una linea comune per tutta la Chiesa nei confronti del protestantesimo. Un sostenitore della convocazione del concilio era anche l’imperatore, mentre i papi che si succedettero sul trono pontificio erano tutti sfavorevoli a questa iniziativa. Infine però il concilio venne convocato solamente a partire dal 1545, quando la maggior parte delle confessioni protestanti si erano già radicate nella popolazione. I motivi di questa esitazione da parte dei papi nella convocazione del concilio furono due:

 in primo luogo, i papi temevano il riacutizzarsi del conciliarismo, concezione secondo cui il concilio è superiore al pontefice;
 in secondo luogo, Carlo V destava ancora dei timori e i papi erano preoccupati perché la convocazione del concilio avrebbe tolto una difficoltà all’imperatore e quindi l’avrebbe in qualche modo reso ancora più forte e temibile.
Giunti ad un certo punto, però, la situazione divenne insostenibile ed era palese che occorresse un concilio.

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