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ESPLORAZIONI GEOGRAFICHE TRA FINE ‘400 E ‘500

A favorire i grandi viaggi oceanici fu la caduta di vecchie credenze che per lungo tempo avevano impedito all’uomo di solcare gli oceani. Non si ritenne più vera ad esempio la credenza secondo cui, essendo la terra piatta, le navi, procedendo verso l’equatore, corressero il rischio di scivolare verso il basso; non si ritenne più neanche vera la credenza secondo la quale le acque equatoriali fossero troppo calde per le navi che rischiavano di bollire. Con grande stupore i viaggiatori europei constatarono però che, una volta superata la fascia equatoriale, le stagioni cambiavano.

ESPLORAZIONI PORTOGHESI IN AFRICA

I portoghesi scoprirono e percorsero le acque del fiume Senegal, scoperto nel 1444, e quelle del fiume Congo, esplorato tra il 1482 e il 1484.

VIAGGI DI CRISTOFORO COLOMBO

Il primo viaggio di Cristoforo Colombo portò il navigatore genovese a servizio dei reali spagnoli, Ferdinando II d’Aragona e Isabella di Castiglia, alla scoperta di un nuovo continente. Colombo, dopo aver convinto i sovrani spagnoli a nominarlo ammiraglio e vicerè delle nuove terre eventualmente scoperte, il 3 agosto 1492 partì dal porto di Palos, in Spagna, con tre caravelle: la “Nina”, la “Pinta” e la “Santa Maria”. Dopo una sosta nelle Canarie ripartì da qui il 6 agosto. L’obiettivo di Colombo era quello di arrivare nelle Indie, passando da occidente anziché da oriente per dimostrare che la Terra non era piatta, ma sferica. Il 12 ottobre 1492 Colombo sbarca in un’isola delle Bahamas che battezza con il nome di San Salvador. Il 27 ottobre le caravelle giungono in una baia dell’isola di Cuba e in seguito esplorano le coste di Haiti che Colombo battezza “Hispaniola”. Nella notte del 25 dicembre la Santa Maria si arenò e non fu più possibile riportarla alla navigazione; Colombo fu allora costretto a lasciare sull’isola una quarantina di marinai, venne costruito un forte nominato “La Navidad” e fu promesso loro di ritornare a prenderli.
Colombo, rimasto allora con una sola caravella, poiché il comandante della Pinta aveva deciso di esplorare le isole da solo in cerca dell’oro, ritornò in Europa con la Nina e nel marzo del 1493 sbarcò in Portogallo per poi ritornare in Spagna dove offrì ai reali oro, tabacco e pappagalli.
Il secondo viaggio di Colombo è del 1493. Nel settembre 1493 Colombo partì da Cadice, nel sud della Spagna, al comando di una grande flotta composta da 17 navi, circa 1.200 uomini e tutto il necessario come animali e attrezzi per impiantare una vera e propria colonia. Durante questo viaggio Colombo scoprì le isole della Giamaica e di Portorico ed esplorò le Piccole Antille trovandole abitate da popolazioni, i Caribe, che praticavano il cannibalismo e che accolsero gli spagnoli con ostilità dimostrandosi molto diversi dagli indigeni di Hispaniola e Cuba incontrati nel corso del primo viaggio. La permanenza nelle nuove terre durò 28 mesi; gli spagnoli non trovarono e raccolsero un centinaio di chili d’oro. Era chiaro che quelle isole non erano né il Giappone né la Cina che Colombo voleva raggiungere, ma il navigatore genovese era convinto che altri viaggi avrebbero fatto si che si raggiungesse la Cina che doveva essere nei dintorni.

Il terzo viaggio di Colombo è del 1498. Questa volta Colombo viaggiò molto più a sud, raggiunse l’isola di Trinidad e una terra nella quale sfociava un fiume con un’enorme portata d’acqua: l’Orinoco che scorre in Venezuela. Colombo era finalmente giunto sul continente americano e poteva continuare a pensare che doveva trattarsi di un’altra isola nei pressi del Giappone e della Cina oppure ammettere che alle spalle di un fiume di quella portata doveva trovarsi un nuovo continente.
Il quarto ed ultimo viaggio di Colombo è del 1502. Fu effettuato quando ormai navi spagnole e di altre nazioni partivano regolarmente per le nuove terre portando soldati e avventurieri. Questa volta Colombo esplorò le coste dell’Honduras e del Costa Rica nell’America Centrale, terre piene di foreste tropicali. Quattro anni dopo, il 21 maggio 1506, Colombo morì di febbre malarica e probabilmente credette fino alla morte di aver scoperto qualche parte ignota dell’Asia.

AMERIGO VESPUCCI

Il fiorentino Amerigo Vespucci, al servizio della monarchia spagnola, esplorò tra il 1499 e il 1500 la costa del Sud America scoprendo il Rio delle Amazzoni che percorse per molti chilometri; tornato alla foce del grande fiume risalì il continente sud americano fino alle coste venezuelane.
Nel corso di un’altra spedizione, fra il 1501 e il 1502, stavolta al servizio del Portogallo, Vespucci si spinse a sud del Rio delle Amazzoni percorrendo larghi tratti della costa brasiliana per rientrare poi in Portogallo.
Le enormi lunghezze della costa sudamericana e le grandi masse d’acqua del Rio delle Amazzoni convinsero Vespucci di aver raggiunto un nuovo continente. Dopo la pubblicazione della cronaca dei suoi viaggi e data la convinzione di Vespucci di aver trovato un “nuovo mondo”, un geografo tedesco, Martin Waldseemuller, propose di chiamare il nuovo continente America(1507) in onore di Amerigo Vespucci.

GIOVANNI DA VERRAZZANO

Giovanni da Verrazzano, fiorentino al servizio del re di Francia Francesco I di Valois, nel 1524 durante le esplorazioni delle coste atlantiche del Nord America, scoprì l’attuale baia di New York e mise piede sull’isola di Manhattan, al tempo ricoperta di foreste. Il ponte che è all’ingresso di New York e che collega Brooklyn con Staten Island è il Verrazzano Bridge.
Nel 1527 una seconda spedizione di Verrazzano si concluse in un disastro: la nave fu gettata da una tempesta sulle coste del Sud America e il navigatore fiorentino fu ucciso e divorato da popolazioni indigene cannibali.

SEBASTIANO CABOTO

Nel 1526 Sebastiano Caboto, al servizio della Spagna, esplorò il grande fiume chiamato Rio della Plata: “plata” in spagnolo significa “argento” e fu dato questo nome al fiume, perché si credeva che percorrendolo si arrivasse in zone ricche d'argento. Il Rio della Plata è formato dai fiumi Paranà e Uruguay: Caboto chiamò il vasto territorio circostante “Argentina” perché credeva che la zona fosse ricca di argento. Dieci anni dopo lo spagnolo Mendoza fondò sul Rio della Plata la città di Buenos Aires oggi capitale dell’Argentina.

JACQUES CARTIER

Le esplorazioni geografiche del Nord America ottennero significativi risultati grazie al navigatore ed esploratore francese Jacques Cartier, inviato nel Nord America al comando di una spedizione su incarico del re di Francia Francesco I di Valois. Cartier scoprì la foce del fiume San Lorenzo così chiamato perché Cartier vi arrivò il giorno di San Lorenzo, il 10 agosto 1535. L’esploratore francese risalì il fiume fino a una collina poi chiamata da Cartier Mont Royal( dove sorge l’attuale città canadese di Monreal) dove sorgeva il centro abitato di Hochelaga. Forse la parola “Canada” deriva da “Kanata” termine con cui gli indiani del luogo chiamavano le loro capanne; la parola “Canada” compare per la prima volta in una relazione di Cartier che probabilmente scambiò tale nome per il nome della terra. Cartier prese possesso delle zone scoperte in nome del re di Francia e il territorio intorno al fiume San Lorenzo fu chiamato Nuova Francia. Cartier aveva notato la fertilità del territorio intorno al San Lorenzo e aveva cominciato a studiare la possibilità di avviare un’attività di colonizzazione.

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