Genius 5605 punti

Enrico II di Francia

Nel 1547 morì Francesco I e gli successe il figlio Enrico II che proseguì la politica del padre. Così il giovane re riprese la guerra contro Carlo V e trovò come nuovi alleati i principi tedeschi protestanti, che regalarono alla Francia tre città fortificate tedesche, Metz, Toul e Verdun, in cambio di protezione dall’imperatore. Nel 1547 la battaglia di Mühlberg vide la vittoria di Carlo V contro i principi protestanti tedeschi riuniti nella lega di Smalcalda. In questa battaglia per la prima volta si fece uso di pistole. Ma la guerra con i protestanti durò ancora diversi anni e addirittura Carlo V sfuggì per miracolo a un agguato che i nemici gli avevano teso. Per risolvere la bollente questione, Carlo V fece la pace con i principi protestanti nel 1555 con la cosiddetta pace di Augusta. L’imperatore prese atto che non era possibile sconfiggere il protestantesimo e stabilì che in ogni stato tedesco la religione ufficiale e unica doveva essere quella decisa dal principe che la governava. La formula latina con cui venne riassunta questa pace è cuius regio eius religio. Nel 1556 Carlo V si ritirò a vita privata perché era logorato dai tantissimi anni trascorsi continuamente in guerra senza veder realizzato il proprio sogno. Infatti il suo regno era molto vasto, era diviso in molte parti, aveva diverse lingue e diverse religioni, era temuto da tantissimi nemici che si alleavano continuamente tra di loro e aveva molti altri problemi. Per non scontentare nessuno, infatti, Carlo V aveva imparato a parlare cinque lingue e inoltre la capitale dell’Impero veniva spostata ogni sei mesi, con i relativi problemi che ne derivavano. Divise dunque il suo Impero nuovamente in due parti: diede la Spagna, i Paesi Bassi, i territori italiani e i domini americani al proprio figlio Filippo II, mentre al fratello maggiore Ferdinando I consegnò tutto l’Impero tedesco. Svanì dunque il sogno già anacronistico di realizzazione di un grandissimo impero unitario in Europa.

Registrati via email