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Illuminismo

Più istruita delle sue antenate, la donna dell’Illuminismo non vuole essere colei che il secolo ricco d’innovazioni intellettuali relega in posizioni secondarie. Dell’insegnamento impartitole per farne una buona sposa, vorrebbe approfittarne per il suo arricchimento personale. Vuole partecipare anche lei ai Lumi, e non rimanere estranea al suo secolo.

La lettura
La donna illuminista è una grande lettrice. Romanzi alla moda, autori classici, trattati di educazione, riviste, libelli politici, scritti filosofici e libri di storia, nulla sfugge loro. Le lettere di donne sono piene di resoconti dell’ultima opera che hanno letto, delle riflessioni che ispira. Ma mentre la lettura maschile è segno di attività intellettuale, la lettrice è facilmente considerata come un’orgogliosa pedante o un’oziosa. Tutto ciò avviene perché la donna viene meno al suo ruolo tradizionale, perché vuole accedere ad un sapere maschile, perchè ruba il tempo che dovrebbe dedicare alla direzione della sua casa, al marito o ai figli, perché crea tra se stessa e il libro uno spazio intimo dal quale l’uomo è escluso. La lettura femminile è pericolosa. Libro serio sul suo tavolo: la lettrice vuole diventare sapiente,vuol prendere il posto dell’uomo. Romanzo in mano o sulle ginocchia: la lettrice sta per lasciarsi andare al sogno , all’abbandono, alla lascivia. Tale associazione d’idee traspare chiaramente dai quadri e dai commenti che questi suscitano.

Il salotto
Quando si rievoca l’Illuminismo un’immagine femminile torna spesso alla mente: quella della donna che tiene salotto. Questa figura appare al centro del movimento intellettuale. In effetti il salotto è uno dei luoghi nuovi di socialità in cui stanno fianco a fianco nobili, ricchi borghesi, letterati, uomini di scienza di ogni nazionalità. Luogo di incontro, di sapere, di creazione, di scambio di apprendistato e di circolazione culturale. La direzione è affidata ad una donna. Le donne sostengono il ruolo sognato dai liberi pensatori illuminati: compagne, in questo caso dello spirito, attente, sufficientemente istruite e intelligenti da sostenere una conversazione, da guidare l’uomo con il loro incoraggiamento o le loro critiche pertinenti, da aiutarlo con la loro attenzione a costruire la sua opera. I salotti sono indubbiamente un luogo di promozione femminile. Quindi, malgrado tutto questi salotti furono il segno di un’evoluzione nei rapporti tra i due sessi.

Scrivere
Corrispondenza, appunti presi sui libri letti, traduzione personale di un autore antico o straniero, diario intimo: questi primi approcci femminili alla scrittura danno ad alcune donne il desiderio di rendere pubbliche le proprie opere. In tutti i paesi, il numero delle pubblicazioni femminili aumenta nel secolo diciottesimo, segno di una migliore istruzione ma anche del desiderio di non essere soltanto delle "compagne" il cui talento viene mostrato esclusivamente alle persone vicine. Se alcune donne ritengono più prudente restare all’ombra dell’anonimato, di uno pseudonimo o dell’autore che traducono, altre non esitano ad affrontare apertamente l’opinione pubblica.


Politica

Tranne quelle sovrane o alcune amanti di re , come la Pompadour, le donne restano escluse dai centri politici del potere. Questo non impedisce loro di partecipare alla vita pubblica del proprio paese. I salotti del XVIII secolo sono anche dei circoli politici. Per quanto riguarda le donne dei ceti popolari, queste sono sempre in prima fila nelle sommosse: alimentari, religiose, antifiscali e politiche. Protettrici della comunità, sono attente a difendere i propri diritti. Grazie alla mobilità, alla loro presenza costante, alla conoscenza dello spazio pubblico e al ruolo nel quartiere, sono immediatamente informate di qualsiasi violazione delle tacite regole di equilibrio tra il potere e i sudditi. Sono pronte a sollevarsi contro una situazione giudicata intollerabile, trascinando gli uomini al loro seguito. Il fatto che le donne abbiano una concreta esistenza politica mediante i loro scritti, la loro presenza e le loro rivolte, non deve far dimenticare che questa esistenza viene loro negata giuridicamente, il che pesa concretamente sul loro campo d’azione; il sistema monarchico tiene conto dell’azione femminile, ma ciò nn vuol dire che le donne condividano il potere.
Il pensiero illuministico riformula il legame politico e il contratto sociale, ma quando i liberi pensatori si interrogano, la maggior parte ignora le donne.
Diderot ritiene la parola cittadino (detentore di diritti politici in una società libera) un sostantivo maschile: "questo titolo viene concesso alle donne, ai bambini, ai servitori, soltanto in qualità di membri della famiglia di un cittadino propriamente detto; ma non sono dei veri cittadini".

Le Rivoluzionarie
La fine del secolo è ritmata da una serie di rivoluzioni poste sotto il segno dei Lumi. Il posto e la funzione delle donne, la visione che si ha di esse e dei rapporti fra i due sessi non sfuggono a tali sconvolgimenti. Da nessuna parte però si accordano legalmente alla donne i diritti politici del cittadino. Il nuovo ordine politico, risultato dell’Illuminismo, sembra riservato agli uomini.
Nelle folle di insorti le donne del popolo hanno il loro ruolo tradizionale e sono all’origine e a capo di numerose sommosse. Quando i partigiani della casa d’Orange di Rotterdam si ribellano nel 1784 contro i patrioti, tra i sobillatori figura una venditrice di frutti di mare, Kaat Mussel. Il 5 Ottobre 1789 sono le parigine che vanno a cercare Luigi XVI a Versailles. Nel 1795, sono ancora le donne più violente che predicano la rivolta contro il potere termidoriano, colpevole secondo loro di lasciar morire di fame il popolo e di tradire la rivoluzione popolare. Il primo Maggio 1795, esse organizzano le prime manifestazioni incitando gli uomini a unirsi a loro. Le autorità scrivono che le donne svolgono la funzione di "seminatrici di zizzania" e i deputati vietano loro di assembrarsi nella strada in numero superiore a cinque. La fame non è l’unico motore di queste folle femminili: alcune manifestanti dell’Ottobre 1789 dicono che vogliono il pane "ma non al costo della libertà"; nel Maggio del 1795 un’operaia tessile afferma che i deputati devono inchinarsi davanti agli insorti che rappresentano il "popolo sovrano". Libertà, sovranità, ecco le parole dei Lumi. Le donne, in Francia, frequentano le assemblee politiche, formano dei club femminili in cui si leggono giornali, decreti dell’Assemblea, si discute di politica e non si esita ad informare delle proprie opinioni i rappresentanti della Nazione. Dal 1788 al 1799 si contano in Francia circa 150 pubblicazioni politiche femminili. I salotti diventano luoghi di appuntamento politico. Ciò di cui non si può dibattere nell’atmosfera infiammata delle tribune ufficiali trova posto in quella più ovattata del salotto.

Due Donne Illuministe In Rivoluzione
Il salotto parigino di Madame Roland è uno dei più celebri. Nel 1791 è frequentato da tutto l’ambiente patriottico. Il salotto funge da luogo di integrazione politica per i deputati provinciali appena eletti che vi incontrano i parigini importanti. La padrona di casa non si accontenta di ricevere, ma anima le discussioni ed esercita una reale influenza sugli invitati: grazie alla sua istruzione, le sue letture, la sua religione rousseauviana, la sua fede nella superiorità del talento, è un eccellente rappresentante dello spirito dei Lumi. Manon Roland ispira profondamente la politica di suo marito, diventato ministro, scrivendo per lui alcuni dei testi ufficiali più importanti. "Non credo che le nostre usanze permettano ancora alle donne di mostrarsi apertamente, scriveva in una lettera dell’Aprile 1791; esse devono ispirare il bene, devono nutrire e sostenere tutti i sentimenti utili alla patria, ma non devono mostrare di concorrere all’opera pubblica. Potranno agire apertamente soltanto quando i Francesi avranno tutti meritato il nome di uomini liberi". Lei stessa firmava quasi sempre con il nome del marito oppure lasciava il testo anonimo. Madame Roland rappresenta una figura abbastanza tradizionale di donna politica, alcuni giorni dopo la sua morte, l’ufficiosa "Feuille De Salut Public" pubblicò un articolo rivolto "ai repubblicani", ripreso il 19 Novembre da "Le Moniteur Universel".

Un Nuovo Rapporto Tra I Due Sessi?
Un ritratto particolarmente interessante appare quello della donna prodotta dalla rivoluzione: la donna della società futura. Americane e francesi rifiutano infatti l’immagine di civette seduttrici unicamente preoccupate dei loro gioielli, del loro aspetto e del fascino che possono esercitare sugli uomini. Gli uomini devono svolgere uno sguardo diverso alle loro compagne, devono apprezzarle per le loro qualità morali e non per la loro bellezza fisica. Le americane insistono sull’importanza dell’istruzione delle repubblicane, che svilupperà le loro qualità e assicurerà loro l’indipendenza, il Self-Respect e il Self-Reliant. I rapporti fra i due sessi non devono essere più contraddistinti dal sigillo del "dispotismo maritale" paragonato a quello del re e dei nobili. Esse rivendicano per le donne il diritto e anche il dovere di "partecipare alla cosa pubblica". Ma per tutta la società la repubblicana è prima di tutto una madre di famiglia il cui compito essenziale è di allevare i figli per farli diventare buoni cittadini.

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