Erectus 1160 punti

Il riformismo negli Stati italiani

In Italia all’inizio del Settecento, ci fu un lungo periodo di pace che migliorò le condizioni di vita delle popolazioni. Il pensiero illuministico contagiò anche molti stati della penisola, tra i quali: la Lombardia, la Toscana e il regno di Napoli. La Lombardia utilizzò la politica riformistica dell’Austria ed eliminò tutti i privilegi feudali,sistemò i canali e introdusse l’iscrizione obbligatoria alla scuola elementare dai sei ai tredici anni. In contemporanea Milano si trasformerà in uno dei centri intellettualmente più importanti poiché erano lombardi Cesare Beccaria,giurista contro la tortura e la pena di morte, Giuseppe Parini,scrittore contro la nobiltà frivola di quel tempo, e infine i fratelli Verri,redattore de ‘’il caffè’’. In Toscana Leopoldo soppresse l’Inquisizione, si preoccupò dell’agricoltura e del commercio, abolì la tortura e la pena di morte, tuttavia continuò ad essere praticata fino alla rivoluzione francese poiché Maria Teresa d’Asburgo emanò la costituzione Teresiana con la quale prevedeva l’impiego della tortura.

A Napoli il re Carlo III di Borbone fu affiancato dal ministro toscano Tanucci. Egli lottò contro il banditismo, sviluppò i commerci accrescendo le attività del porto, e abolì l’omaggio della chinea al papa,privilegio annuale inviato con il cavallo bianco e una grande somma di denaro per riconoscere l’antica sovranità pontificia sul regno. La stessa politica riformistica la seguì anche il suo successore Ferdinando IV. A Napoli si formarono molti studiosi tra cui l’economista Genovesi, il giurista Filangieri,e il filosofo Giambattista Vico.

Registrati via email