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Discesa di Carlo VIII

L’Italia alla fine del Quattrocento si presentava come un Paese florido dal punto di vista culturale ma debole da quello politico, poiché mentre in Europa avanzavano le monarchie nazionali, in Italia vi era una situazione di equilibrio fra Stati regionali mantenuta dall’abilità diplomatica e dall’autorevolezza di Lorenzo il Magnifico. Questi era salito al potere nel 1469, affiancato dal fratello Giuliano che però fu ucciso nel 1478 durante la congiura dei Pazzi, famiglia rivale dei Medici appoggiata dal papa Sisto IV della Rovere. Lorenzo morì però nel 1492 e la situazione, già complicata da scontri interni ai vari stati, precipitò a causa di una crisi interna del ducato di Milano. Nel 1476 una congiura nobiliare aveva portato la morte del duca Galeazzo Maria Sforza. Gli era succeduto il figlio Gian Galeazzo II, sposato con una nipote del re di Napoli Ferrante, da cui aveva avuto un figlio. Il vero detentore del potere era però lo zio, Ludovico il Moro che, privo del potere formale, era minacciato dalle mire del re Ferrante che rivendicava il governo al legittimo erede.
Così Ludovico chiamò in aiuto il re di Francia Carlo VIII facente parte della casata degli Angioini, cacciati da Napoli nel 1442, affinché facesse valere le pretese angioine sul regno. Carlo VIII fu incoraggiato anche dai baroni napoletani esuli in Francia dopo la congiura del 1485 contro Ferrante. Carlo era un sovrano potentissimo e la sua discesa inaugurò le guerre d’Italia, un lungo periodo di conflitti tra grande potenze europee per il controllo della penisola. La discesa di Carlo iniziò nel 1494 e grazie a un esercito forte e dotato di un’artiglieria moderna, fu rapida, poiché gli eserciti regionali erano molto più deboli. Egli fu ricevuto a Milano con onori trionfali e raggiunse Firenze dove Piero dei Medici lo accolse con un servilismo al quale i fiorentini si ribellarono con la cacciata dei Medici e l’instaurazione della Repubblica. L’esercito francese arriva a Napoli dove sbaraglia il successore di Ferrante Ferdinando II, costretto a rifugiarsi in Sicilia.
La facilità di conquista di Carlo preoccupava però gli Stati italiani e lo stesso Ludovico il Moro creò una coalizione antifrancese a cui parteciparono Venezia, il papa, l’Impero e la Spagna. A questo punto Carlo temeva di rimanere imprigionato in Italia, per cui decise di rientrare in Francia. Si scontrò nel 1495 a Fornovo sul Taro contro l’esercito della coalizione e, pur rimanendo sconfitto, riuscì a tornare in Francia. Sul trono di Napoli si insediò nuovamente Ferdinando II.

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