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La critica protestante al cattolicesimo

Ciò che angosciava Lutero era il tema della salvezza. L’uomo non si sarebbe salvato pagando, ma in un altro modo. La soluzione gli venne leggendo un passo di san Paolo: per essere salvati bisognava avere fede. Questa caratteristica della riforma protestante è chiamata giustificazione per sola fede. Le opere buone sono il riflesso della fede, ma da sole non bastano per garantire la salvezza. Una seconda caratteristica era la predestinazione. Infatti Lutero pensava assurdo che Dio non sappia già il nostro destino che però noi non conosciamo. Le nostre opere non sono in grado di modificare la nostra sorte che è già scritta. L’unico atteggiamento che il fedele può avere è lo sforzo alla fede verso Dio; se un fedele fa fatica ad avere fede ciò potrebbe essere un segnale della futura dannazione eterna. Detto ciò non è vero che le opere buone non valgono nulla. Usando un motto di Lutero, “non sono le opere buone che fanno l’uomo buono, ma è l’uomo buono che fa le opere buone”. La terza caratteristica è lo scritturalismo. Le Sacre Scritture sono l’unica fonte che ci permette di parlare con Dio. Il rapporto tra Dio e un fedele è libero. Inoltre tutto ciò che importa realmente è solamente ciò che è scritto nelle Sacre Scritture; tutto ciò che non vi compare è un’invenzione della Chiesa ed è quindi contestabile ed eliminabile. La quarta caratteristica è il libero esame. Infatti il fedele è libero di leggere le Sacre Scritture e di interpretarle liberamente. Non c’è bisogno di un intermediario per comunicare con Dio. La quinta caratteristica del luteranesimo è il sacerdozio universale dei fedeli, conseguenza del libero esame. Ogni fedele è sacerdote di se stesso.

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