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Erasmo da Rotterdam

Alla fine del Quattrocento una componente importante del riformismo cattolico fu rappresentata dall'Umanesimo cristiano. Questa corrente tentò di estendere gli interessi e soprattutto gli strumenti filologici dell'Umanesimo alle divinae litterae, cioè alle Sacre Scritture, ricercando in una nuova aderenza a esse i fondamenti di una religiosità autentica.
I protagonisti dell'Umanesimo cristiano volevano promuovere una radicale riforma della Chiesa, da attuarsi però gradualmente ed essenzialmente attraverso l'educazione dei fedeli. Tra i molti rappresentati di questa corrente, come l'inglese Tommaso Moro, l'italiano Gaspare Contarini e il tedesco Filippo Melantone, il più famoso e influente fu Erasmo da Rotterdam.
Nato a Rottterdam nel 1466, figlio di un prete, Erasmo frequentò fino ai diciotto anni la scuola di Deventer, tenuta dai Fratelli della Vita Comune. Deventer era uno dei centri dei Paesi Bassi da cui si diffuse, nella seconda metà del XV secolo, il movimento di rinnovamento del cristianesimo definito devotio moderna.

La devotio moderna rifiutava la religiosità del tempo, sempre meno autentica, e proponeva una rinascita della vita spirituale attraverso un'esistenza improntata all'imitazione di Cristo, assumendo come modello la sua vita sulla Terra. Gli ideali del movimento trovarono l'espressione più alta nell'Imitazione di Cristo, opera del XV secolo attribuita a Tommaso da Kempis.
A Deventer Erasmo acquisì una prima formazione umanistica e una concezione del cristianesimo che avrebbe testimoniato con forza per tutta la vita.
Nel 1487 abbracciò la vita monastica, entrando nel convento agostiniano di Steyn. Nel 1492 venne ordinato sacerdote. Nonostante le difficoltà economiche, riuscì a frequentare i corsi di teologia del collegio Montaigu di Parigi e nel 1499 si recò a Londra dove conobbe Tommaso Moro.

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