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La crisi del governo francese sfociò in una rivoluzione violenta che coinvolse tutti gli strati della società francese fino ai sanculotti delle città. Si tentò di cancellare i privilegi e gli abusi di carattere fiscale soprattutto da parte del Terzo stato che si unì nel tentativo di rivendicare i propri diritti. Il pensiero illuminista e la rivoluzione amercana infuenzarono notevolmente questo periodo anche dopo la Dichiarazione d'Indipendenza che costituiva il vero vangelo politico dei Francesi. Inoltre vi fu la crisi dell'agricoltura e del settore manifatturero che generò disoccupazione e l'impopolarità del sovrano e della regina Maria Antonietta,moglie di Luigi XVI che il popolo francese non desiderava. Soprattutto perchè fin dall'inizio fu soggetta a critiche e a dicerie in cui si affermava che fosse una donna rotta a ogni vizio e anche perchè si immischiò all'interno dei contrasti politici contro il Terzo Stato. Nella 1789 il re chiese ai sudditi di esprimere le proprie esigenze dei cahiers de dolèances. Le richieste maggiori furono quelle concernenti l'abolizione dei diritti signorili e l'elaborazione di una costituzione. Venne stabilito un sistema di votazione in seguito alla convocazione degli Stati generali. Gli aristocratici volevano che si votasse per ordine e quindi che ciascun ordine esprimesse un solo voto,di conseguenza la noiltà e il clero avrebbero avuto la maggioranza. Il Terzo Stato chiese di votare per testa,in questo modo avrebbe ottenuto la maggioranza con l'appoggio del basso clero e qualche nobile illuminato soprattutto perchè il Terzo stato era in percentuale maggiore.

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