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Prime crisi europee nel 600

La Spagna: nei primi decenni del ‘600 la Spagna entrò in un periodo di decadenza economica e sociale. Filippo III all’esterno avviò trattative di pace con l’Inghilterra e le Province unite ma all’interno non riuscì a contenere l’offensiva della nobiltà che portò a un vaso processo di rifeudalizzazione che portò molti contadini, oggetto di un’oppressione fiscale, al banditismo. Filippo IV riprese la politica aggressiva grazie al primo ministro Olivares che ridusse l’autonomia delle province iberiche per potenziare l’autorità politica e le risorse economiche dello stato.

La Francia: Enrico IV dopo l’editto di Nantes si dedicò alla riorganizzazione statale e alla pacificazione. Sully portò in pareggio il bilancio statale attraverso il taglio delle spese superflue, la vendita delle cariche pubbliche. Nel 1610 Enrico IV fu ucciso e gli succedette il figlio Luigi XIII al posto del quale esercitò il potere Maria dei Medici: si riaccese la turbolenza degli ugonotti. Nel 1614 furono convocati gli stati generali dove si affrontarono i responsabili della nobiltà e della borghesia. Nel 1617 Luigi XIII insieme al cardinale Richelieu intraprese una politica rivolta al rafforzamento del potere monarchico e nel 1625-1628 sottomise le piazzeforti degli Ugonotti. Fu confermata la libertà di culto per i protestanti. Richelieu esaltò il ruolo dei funzionari alle dirette dipendenze della corona. L’unico problema non risolto fu quello delle agitazioni popolari dovute all’eccessivo fiscalismo regio.

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