Genius 5605 punti

Il Concilio di Trento

Per primo fu papa Paolo III Farnese nel 1542 a convocare il concilio. Dopo tre anni di tempo per permettere a tutti gli interessati di poter raggiungere la sede del concilio, i lavori iniziarono finalmente nel 1545 a Trento. Venne scelta questa città perché apparteneva all’Impero e perché si trovava in una posizione piuttosto comoda da raggiungere. È paradossale pensare che Paolo III, il quale convocò il concilio di Trento anche per riformare moralmente la Chiesa, era in realtà molto corrotto e ben poco dedito alla missione pastorale che gli era stata affidata: aveva infatti quattro figli, era diventato papa perché era il fratello di una delle amanti di papa Alessandro VI e compì numerosi atti di nepotismo. Quando si arrivò al concilio, la Chiesa era molto indebolita anche perché al suo interno si era diffuso un movimento di persone che avevano preso in analisi alcune considerazioni del protestantesimo e le avevano trovate sensate e ragionevoli, iniziando a sostenerle. A rappresentare questo orientamento c’era il cardinale inglese Reginald Pole affiancato dal cardinale italiano Giovanni Morone. Il concilio di Trento si concluse nel 1563 e molti papi si dedicarono ai lavori: Paolo III, Giulio III, Marcello II, Paolo IV e Pio IV. Il concilio si spostò per un certo periodo a Bologna. Carlo V aveva chiesto che venisse discusso durante il concilio innanzitutto il tema dell’organizzazione della Chiesa e poi eventualmente anche quello della dottrina. Proprio per fare un torto all’imperatore invece si decise di risolvere subito la questione della dottrina per rompere con il protestantesimo e poi si discusse sulla riorganizzazione della Chiesa. Immediatamente prima della convocazione del concilio, la Chiesa aveva già preso delle iniziative di contrasto e di rottura nei confronti del protestantesimo.

Registrati via email