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Congresso di Vienna - La restaurazione in Italia e la spedizione dei Mille

Il Congresso di Vienna
Fra il 1814-1815 le nazioni europee che avevano sconfitto Napoleone si riunirono a Vienna in un Congresso.
I rappresentanti delle grandi potenze, come Russia e Inghilterra, stabilirono che tutto doveva ritornare com’era prima della Rivoluzione Francese e che i sovrani spodestati dovevano riavere i propri troni.
Incominciò la Restaurazione.
Intorno alla Francia furono messi gli stati cuscinetti, che avevano il compito di impedire a queste nazioni di espandersi e fare nuove guerre.
Uno dei personaggi importante del Congresso fu il cancelliere Metternich, che ridisegnò i confini delle nazioni europee senza ascoltare i desideri di indipendenza dei vari popoli e assicurò all’Austria un ruolo di primo piano in Europa .

La santa alleanza

Durante il Congresso di Vienna lo zar di Russia, il Re di Prussia e l’imperatore d’Austria firmarono il patto della Santa Alleanza.
Questi sovrani, che volevano mantenere la sicurezza all’interno dei propri Stati, si impegnarono ad aiutarsi reciprocamente intervenendo con gli eserciti per reprimere eventuali insurrezioni.

La Restaurazione in Italia
Con la restaurazione il clero e i nobili riacquistarono gli antichi privilegi e ripresero le più importanti cariche dello Stato.
I borghesi, invece, vennero penalizzati perché furono esclusi dalle carriere militari e politiche; i commercianti e gli industriali, inoltre, dovevano pagare dazi e dogane all’entrata e all’uscita di ogni Stato che attraversavano con i loro prodotti.

La spedizione dei Mille
Durante la seconda guerra d’Indipendenza gravi tumulti erano scoppiati in tuta la Sicilia e i Borboni, la famiglia reale, si trovavano in gravi difficoltà.
Garibaldi, allora, si pose a capo di una spedizione armata per assalire e conquistare il Regno delle Due Sicilie.
Poco più di mille volontari, le camicie rosse, indisciplinati, e male armati.
Partirono da Quarto, in Liguria, e sbarcarono a Marsala, in Sicilia.
Con l’appoggio delle popolazioni locali e dei giovani contadini, i picciotti, Garibaldi liberò tutta l’isola, passò lo Stretto di Messina, sconfisse le truppe borboniche sul fiume Volturno ed entrò trionfante a Napoli.
A questo punto Vittorio Emanuele II partì da Torino con il suo esercito, attraversò l’Italia liberando le Marche e l’Umbria dal potere Pontificio e incontrò Garibaldi a Teano.

In questa località l’eroe dei due mondi salutò il sovrano come Re d’Italia e gli consegno il regno che aveva conquistato.
Garibaldi rifiutò ogni onore e si ritirò nell’isola di Caprera.
Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II

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